Blog Marketing Quiz!

Bloggers.it venduto alla pubblicità. Non tutto: solo il 50%! E si festeggia con un evento a Bologna il 22. L’annuncio dice tra l’altro che

“si dibatterà sulla capacità critica dei blogger nella valutazione del prodotto, la forza del passaparola, la fiducia del lettore verso il blog che ha saputo fidelizzare la propria utenza, e quindi, più tecnicamente, del potere dei blog nell’indicizzazione del prodotto sul motore di ricerca”

Parole che mi tentano a un commento alla Potemkin, ma vorrei invece chiedere a te, che mi leggi in questo momento:

  1. Sei una mia utenza?
  2. Ti senti fidelizzato?
  3. Vorresti vivere nel Mulino Bianco?

Se hai risposto affermativamente ad almeno una di queste domande, vai un po’ a quel paese.

Affitto Appartamento a Milano

Secondo Fabio aka Uomonero, il canale blog potrebbe funzionare:

Milano, Zona p.zza Frattini, Appartamento mq.80, piano 6, arredato, salone (oppure camera da letto), camera da letto, bagno, cucina abitabile, libero 1° febbraio, riscaldamento centralizzato, Euro 800,00, chiamare dalle 09.30 alle 21.30.

Cell: 340.3465525 o Email: fabio.cabula@gmail.com

Sia chiaro che io non ci guadagno niente, anche se poi un caffè (nero, senza zucchero grazie) me lo potrebbe offrire.




Hanzi Smatter



Dedicated to the misuse of Chinese characters (Hanzi or Kanji) in Western culture. Strepitoso.

Follow the money!

Un modo sicuro per risolvere un caso ingarbugliato è quello di seguire il flusso di denaro. Dal blog di Luca De Biase leggo:

“Siamo abituati a pensare che, in quanto mestiere, che si svolge dietro un pagamento, il giornalismo (teoricamente) si impegna a seguire un metodo trasparente nella raccolta e nell’esposizione dell’informazione. Perché nel mondo del mercato la cosa seria è il denaro e questo fa diventare più apparentemente più serio il giornalismo di quanto non sia una conversazione gratuita.”

Questo passaggio, e tutto il post, mi spingono a riflettere. Chi paga la grande informazione oggi? Non certo il pubblico, che dei giornali paga un minimo, e dei telegiornali non paga niente.

Chi paga, allora? La pubblicità, naturalmente. Il rapporto di mercato, quello serio con i soldi seri, si sviluppa, alla fine di tutto, tra il giornalista e il pubblicitario; il pubblico è solo il terzo incomodo, con molta poca voce in capitolo.

E come questo influisce sul mestiere di giornalista? In modi poco belli, come ad esempio segnala oggi BuzzMachine davanti a una storia assurda (ma con dentro tette e bambini) passata sui telegiornali nazionali:

“But is this national news? Is this news at all? Is this a story that affects our lives? Is this a story that reveals some larger trend in society of which we should be aware? Is this a story that reveals a scandal and saves innocent victims?

Or is this pathetic pandering for ratings?”

Anche a casa nostra di esempi di questo tipo ne vediamo tutti i giorni. Perché è il sistema che tira da quella parte, e premia e promuove il giornalista cinico e furbetto rispetto al bravo giornalista che pure esiste, ed anzi è la prima vittima di questa contraddizione.

Allora, per arrivare alla fine del pippone, che oggi non ho tempo di scrivere un post breve, credo che la mancanza di pagamenti nel blog aumenti la trasparenza del rapporto, rispetto all’informazione tradizionale. E penso che i bravi giornalisti, quando aprono un blog, se ne accorgono subito.

Non si tratta di soldi, si tratta della propria faccia, molto più importante.