La conventicola, o forse no

Massimo segnala una analisi della blogosfera italiana che sostiene ci siano meno di due gradi e mezzo di separazione tra due qualsiasi blog italiani.

Scopro però che il campione analizzato sia di soli cento blog, evidentemente scelti con un criterio niente affatto random; questo da solo basta a spiegare lo strano risultato.

Se vogliamo invece usare un campione un poco più ampio, possiamo andare su Technorati e contare le “Sources” per i blog citati dallo studio; si scopre così una classifica abbastanza diversa. Con più di 200 sources abbiamo:

  1. Macchianera – 340
  2. Mantellini – 276
  3. Leonardo – 260
  4. Luca Sofri – 259
  5. Brodo – 238
  6. Proserpina – 217

Naturalmente il numero delle fonti ancora non dice niente sulla qualità delle fonti: ma per questo basta andare a controllare il pagerank di Google.

E quindi? E quindi niente. Altrove ci si accorge che la parte succosa della blogosfera, quella dove succedono le cose interessanti, quella che genera fenomeni sociali nuovi, è la Long Tail: la grande massa di piccoli blog letti da poche persone.

Concorso, concorso!

Sul blog “Vita in collina” è stato lanciato un grande concorso:

Indovina la Manovra

Si tratta di indovinare l’importo della prossima manovra finanziaria, quella dopo le elezioni: massimo massimo due miliardi secondo il governo, undici secondo l’opposizione. E secondo te?

Partecipare è gratis, e si vincono ben due bottiglie di vino. Vai.

Bach, la mailing list, i flame, i déjà vu

Nel giugno 1747 Bach entrò a far parte della “Società della Scienza Musicale”, una libera associazione di musicisti eruditi che mirava a promuovere i contatti tra i membri spedendo a ognuno di essi, due volte l’anno, una circolare musicale contenente notizie, saggi e lavori pratici e teorici composti o scelti dai suoi iscritti.
[Christoph Wolff, Johann Sebastian Bach – La scienza della musica, p.491]

Bach ne fu un membro assai attivo, e riuscì a provocare un bello scandalo.

Nel 1749 commissionò a Christoph Gottlieb Schröter (organista, scrittore e fabbricante di strumenti musicali a Nordhausen) la confutazione di un pamphlet composto da un Johann Gottlieb Biedermann, rettore a Freiberg, in cui tutti i musicisti venivano definiti “depravati e pervertiti”.

Bach trovò che la confutazione di Schröter era troppo blanda, e la invelenì pesantemente prima di girarla alla Società. Uno dei membri racconta:

…la versione aveva subito così tante aggiunte e modifiche da non rassomigliare più molto a quella originale del Signor Schröter. Costui, quando vide questo miscuglio raccapricciante, non potè non esserne offeso e mi invitò a comunicare al Signor Bach che “i violenti cambiamenti apportati alla sua critica lo avevano offeso profondamente”; inoltre “la sua unica consolazione in tutta questa faccenda era che nessun lettore avvezzo al suo modo di scrivere e di pensare poteva considerarlo autore di un simile pasticcio, per non parlare dell’infelice cambiamento di titolo…”

Ora: a te che hai seguito le ultime vicende blogosferiche, questa storia non ricorda qualcosa?