Stasera c’è Natalia Gutman

Questa sera al Conservatorio di Milano, con la Orchestra Sinfonica della Siberia suona la mia violoncellista preferita: Natalia Gutman.

Vent’anni fa suonava Bach in modo assai romantico. Oggi è molto più trattenuta; capisco, ma un poco mi dispiace.

Aggiornamento:

Natalia Gutman ha suonato il Concerto in si minore op. 104 di Antonin Dvorak. Musica romanticissima e intensamente drammatica, di grande effetto, interpretata in modo molto coinvolgente senza mai cadere nella teatralità. Un bis dalle Suites di Bach.

Nel secondo tempo l’Orchestra della Siberia ci ha inondato di pathos con, appunto, la Patetica di Ciaikovski. Come sempre, molto pubblico ha applaudito alla fine del terzo movimento, ingannato dal suo travolgente Finale; a cui però segue l’Adagio lamentoso disperatissimo e sconfortante. Buona prova dei Siberiani, ma la Patetica che avevo ascoltato alla Scala diretta da Temirkanov era tutta un’altra cosa (ero anche seduto in posizione migliore, più lontano da tutti quei decibel).

Appunti gardesani 6

A Riva del Garda ho rivisto con piacere Michele Boroni che leggo da sempre e non vedo da una vita. Gli ho fatto una domanda:

“A me che sono ignorante anche in materia di musica pop, e ascolto solo gente ormai morta da tempo, suggerisci per favore artisti che valga la pena di ascoltare, che siano contemporaneamente vivi e soprattutto nuovi, fuori dai soliti generi di sempre; anzi che siano i capostipiti di un nuovo genere che influenzerà le generazioni a venire”

Emmebi ha risposto “ci penso e poi ti dico”; io dopo una settimana aspetto ancora fiducioso ma se nel frattempo tu hai suggerimenti, ti prego di illuminarmi.