Per capirle, le cose bisogna provarle (per parlarne, non c’è bisogno ;-).
5 cose che non sai su di me e che restano tali
Molto gentilmente Sid mi tira in ballo con il meme del momento e volentieri rispondo che:
Le 5 cose che non sai di me sono tali perché non te ne ho mai parlato sul blog; e se non te ne ho mai parlato è perché ho i miei buoni motivi.
Quindi grazie per l’invito ma non ti racconterò mai, per dire, di un certo pigiama a losanghe, o di una fuga notturna per la grondaia. Mai.
Pubblicità come forma di disprezzo
Se tu come me non hai mai cliccato un banner in vita tua; se la pubblicità classica, invadente, urlata, bugiarda e ammiccante ti provoca fastidio fisico; se ti difendi attivamente dalla pubblicità su internet usando Adblock e configurando opportunamente il file hosts e facendo tutto quanto in tuo potere per evitarla:
se tu poi metti la pubblicità sul tuo blog, che messaggio stai trasmettendo?
I messaggi sono due:
- Io sono troppo furbo per cascarci, ma tu sei scemo e quindi clicca che ci guadagno un soldino.
- Tu mi interessi come merce da vendere al mio sponsor.
Disprezzo e tradimento. Non sono basi solide su cui costruire una conversazione.
A meno che:
Se ti chiami Jeff Jarvis (o Milena Gabanelli o Fabrizio Gatti, per dire, che anche in Italia abbiamo due fior di giornalisti), e se hai da dire delle cose che mi interessano tantissimo e non trovo da nessun’altra parte, e se le dici sul blog perché magari da altre parti non te le lasciano dire:
in quel caso io la tua pubblicità a malincuore la sopporto, perché mi è ben chiaro il tacito contratto che abbiamo stipulato; ma preferirei un rapporto diretto, una tip-jar dove io verso qualche soldo ogni tanto (sempre di più di quanto ti darebbe adsense) e tu mi tieni informato.
Metriche
Chi ha detto che un buon post deve essere breve, è un cretino. Suzukimaruti su blog e soldi fa il punto della situazione in modo molto chiaro e articolato.
Blog e soldi
Molto interessante la discussione sul blog di Chris Andreson (quello del libro The Long Tail), nata a commento di un post di Guy Kawasaki che dichiara di aver guadagnato nel 2006 la bellezza di $ 3.350 con AdSense.
Anderson dice che se uno tra i cinquanta blog più popolari del mondo guadagna così poco, allora “don’t quit your day job”. Ma nei commenti ci si bulla che è possibile guadagnare molto ma molto di più.
Io non ho mai alzato una lira con il blog ma francamente spero che altri ci riescano, anche se non sono molto convinto sul fatto che la pubblicità, nel medio-lungo peridodo, sia l’unico modello di business.
Se però vedrai spuntare in questa pagina donnine svestite e banner di giochi d’azzardo, capirai che ho cambiato idea.
