Apologia dei piccoli numeri

Proprio mentre Mantellini si chede come mai i blog italiani più letti hanno al massimo qualche migliaio di lettori, trovo su La parte abitata della Rete (pagina 58) di Sergio Maistrello che:

“…lo scopo di un sito Web di questo tipo è tutto fuorché il raggiungimento di un alto numero di visitatori: la misurazione del successo secondo quantità è un’eredità del sistema di comunicazione tradizionale, che per parte sua necessita di numeri rilevanti da barattare con gli investimenti pubblicitari per il finanziamento degli alti costi d’accesso alla pubblicazione o alla trasmissione.”

La domanda di Mantellini è proprio, come dice lui, una domanda da un milione di dollari: ha senso solo se punti ai dollari 🙂

Io sono da sempre convinto che il blog dia il meglio con i piccoli numeri, e che si snaturi parecchio e perda qualità con i grossi numeri. Me lo conferma il fatto che su questo blog molti più lettori abbiano seguito il link alla “ragazza seduta sul water” che non al CitizenCamp 😉

(Tra parentesi: penso che comprerò una trentina di copie di La parte abitata della rete, da tenere in ufficio e in casa e da distribuire a chi necessita di essere educato su cos’è il Web. Se fossi Ministro dell’Istruzione, lo farei libro di testo obbligatorio in qualsiasi aula italiana in cui siano pronunciate le parole “comunicazione” e “informatica”).

Di nuovo online

Dopo due giorni offline, eccomi di nuovo da te. Hai sentito la mia mancanza? Un poco? Un pochino? Niente? Come, non l’hai neanche notato? Beh, pazienza.

Se volete un hosting emozionante e pieno di sorprese, posso consigliarvi 9netweb? Io ci sono affezzzzionatissimo e lo uso da sette anni. Loro, in segno di gratitudine e di apprezzamento, ogni tanto mi bloccano il sito.

Che burloni.

Febbre e blog

La settimana scorsa, forse a causa della febbre alta, ho pensato che nel definire “cos’è un blog”, la parte più importante è quella che non si vede.

Passata l’influenza, l’idea mi sembra ancora valida e meritevole di ultriore esplorazione.

Esempio: non puoi arrivare a definire cos’è una automobile se non parli di asfalto, autostrade, benzinai, patenti e codice della strada.

Corollario: definire un automobilista come “essere dotato di due mani con cinque dita ciascuna” è formalmente corretto ma non è significativo.

Devo anche precisare che non sono perfettamente guarito.