Otto son le cose

Dio come le odio ‘ste cose. Ma c’è di mezzo una signora, non posso far finta di niente. Purtroppo è sempre valido quello che dicevo a suo tempo: le otto cose che non sai di me rimangono tali per tutta una serie di ottime ragioni.

Quindi fidati: se non te le dico, è per proteggerti. Ti dico invece le tre cose che tu credi di sapere su di me, e che non sono vere.

1) Sono un tipo calmo e riflessivo

Eh, magari. Più semplicemente, nascondo agli estranei il turbinio di emozioni che mi attanagliano. Per dire: ho vissuto la mia vita con le spalle contratte, e sono solo cinque anni che ho imparato a rilassarle.

2) Odio la pubblicità.

Non è vero, amo e leggo avidamente tutte le pubblicità di manuali di aviazione antichi. Le altre non mi interessano, e me ne difendo attivamente. Anzi, se vendi manuali di aviazione, invece di spendere soldi in pubblicità che finisce in mano a cani e porci, mettiti in contatto direttamente con me e parliamone. Magari ti compro qualcosa.

3) Il mio blog è tra quelli conosciuti in Italia

Ha ha ha ha! Dai, questa non la credevi. Per dire: a settembre sono stato più spesso sotto le trecento visite al giorno che sopra. Sai le folle! Il fatto di essere in buona posizione in classifica vuol solo dire che sono in buona posizione in classifica, punto. Non ha niente a che vedere con i visitatori, con l’autorevolezza, con niente. Bullarsi di una buona posizione è altrettanto stupido che prendersela per una posizione bassa.

Non dire “User Generated Content”

Se ci pensi un poco, il termine “User Generated Content” è, nell’ipotesi più benevola, condiscendente; io invece lo trovo proprio offensivo e fuori luogo, e ti prego, per favore, di non usarlo.

Innanzitutto, “content” è un termine della produzione e distribuzione di massa: il pappone indistinto che necessita di un packaging e di un brand e di un advertising e di tutte le solite menate… Qui siamo invece di fronte a creazioni dell’uomo, non della macchina: sono prodotti artigianali, figli sempre dell’entusiasmo e della passione. Secondariamente, parlare di “contenuti” svia l’attenzione dall’aspetto centrale e qualificante, che è la conversazione.

Infine, “user generated” è un qualificatore che presuppone una differenza tra i contenuti generati dai professionisti autorizzati e quelli generati dagli utenti tollerati: e questa, spero sarai d’accordo, è una palese sciocchezza.

Sono sicuro che, se appena ti sforzi un pochino, troverai delle alternative migliori.