Poco da aggiungere a quanto magnificamente detto da Zuck: è stato la madre di tutti i barcamp. Se non c’eri, mi dispiace davvero per te.
Adesso vado a iscrivermi al BarCamp Matera.

It's more complicated than that!
Poco da aggiungere a quanto magnificamente detto da Zuck: è stato la madre di tutti i barcamp. Se non c’eri, mi dispiace davvero per te.
Adesso vado a iscrivermi al BarCamp Matera.
Guardavo la lista degli interventi proposti per il ZenaCamp del 28 aprile: sono uno più interessante dell’altro.
Mi spaventano un poco le quasi duecento persone. Invece di presentare sarà meglio offrirmi come volontario all’organizzazione, che sospetto ce ne sarà di bisogno.
Tra le presentazioni del RItaliaCamp, leggevo stamattina “Comunicare Turismo” di Beniamino Pagliaro e mi trovavo molto d’accordo con la sua proposta, in linea teorica.
In pratica, un sito come dice Beniamino è irrealizzabile: potrebbe essere fatto da due programmatori esperti in meno di due settimane di lavoro per meno di diecimila Euro, e questo è un ostacolo insormontabile.
La lista dei prtecipanti all’evento che si tiene oggi alla Bicocca è un concentrato di competenze e di passione davvero impressionante.
Peccato non poterci essere.
Update:
Ascoltavo lo stream gentilmente offerto da Robin Good. Prima si sentono dei tecnici litigare con una Fonera; poi si sentono dei tecnici litigare con il DNS; poi si sente uno che dice “ti passo l’amministratore della rete, è incazzatissimo perché nessuno lo ha avvisato“; poi si sente uno che dice “dobbiamo tirare giù tutto“. Poi non si sente più niente.
Non voglio infierire, ma devo rinnovare i complimenti ad Antonella per come ha organizzato il CitizenCamp.
Il CitizenCamp di Casalecchio di Reno ieri è andato bene e sono contento di esserci stato. Complimenti ad Antonella e alla sua impeccabile organizzazione. Dico solo una cosa: la rete WiFi ha funzionato sempre, nonostante la diretta audio/video e la radio.
Questo barcamp mi conferma due cose che già sospettavo da tempo: le salette piccole favoriscono le presentazioni, mentre i saloni le disperdono. Inoltre c’era meno gente rispetto a Torino e Roma, e mi sembra che questo abbia favorito l’interazione.
Certo, mi aspettavo un pubblico molto più eterogeneo e avevo preparato una presentazione di taglio abbastanza divulgativo. Invece erano tutti smanettoni assatanati, gente con più di 500 feed nell’aggregatore, e ho dovuto improvvisare al volo qualcosa di più adatto a loro.
Per quanto riguarda le altre presentazioni, ho seguito con attenzione Gianluca Diegoli, che leggo da tempo con interesse e che ho conosciuto finalmente di persona. Spero ci tenga aggiornati sulle vicende del paesino che lotta per non avere il deposito di gas sotto i piedi.
Federico Bolso è stato molto coinvolgente e toccante nel presentarci la storia di iBaby e di come il blog l’abbia aiutato a superare un momento difficile.
Se l’argomento portante del camp era la cittadinanza digitale, paradossalmente l’intervento più in tema è stato quello assai tecnico di Stefano Quintarelli sugli assetti della telefonia in Italia. Il diavolo è nei dettagli: e dai dettagli dipende il futuro di internet in Italia, se sarà strumento di crescita per tutti o di arricchimento per pochi. Bravo a Quinta per la capacità di cogliere, nella complessità, i nodi chiave del problema.
Per gli interventi che mi sono perso andrò a cercare il video da scaricare, e aspetto con ansia che escano le interviste di Nicola Mattina. Per il resto, atmosfera tipica da barcamp: chiacchiere negli intervalli e una buona dose di fuffa e cazzeggio; foto a non finire, baci abbracci e strette di mano.
Sono scappato presto e mi sono perso l’aperitivo e la cena. Aspetto con ansia un barcamp di due giorni in cui la parola “camp” acquisti il significato che merita.
Grazie a tutti quelli che c’erano, grazie ha chi ha seguito da casa.