Domani e dopo sono a Trieste perché voglio anch’io una foto con James Joyce, ma anche per SotN, dove si preannuncia un programma ricchissimo di spunti e privo di marchette. Se non ti sei ancora registrato, sei ancora in tempo. Ci si vede!
Daniel Suarez: Daemon e Freedom
Ti segnalo questi due techno-thrillers di Daniel Suarez perché:
- me li ha consigliati Joi Ito;
- ho appena finito di leggerli;
- non riuscivo a metterli giù;
- mi sono piaciuti un sacco;
- sono sicuro che ti piaceranno;
- ho pre-ordinato il prossimo, Kill Decision, che esce il 17 luglio.
Freedom è il seguito di Daemon, vanno letti nell’ordine.
Excel 2010: cose che prima non si potevano fare
Come chi prende sempre una certa deviazione per evitare il sottopassaggio crollato e non saprà mai che lo hanno rimesso a posto, anche in Excel mi capita di continuare con alcune abitudini che non sono più necessarie.
Per esempio nel calcolo dei giorni trascorsi tra due date sto attento a non scrivere DATAVECCHIA – DATARECENTE per evitare l’errore come in questo esempio di Excel 2003:
Ma ho scoperto qualche giorno fa che in Excel 2010 si può fare, e il risultato è un numero negativo (non che la cosa abbia tantissimo senso):
Altra cosa: nel creare una convalida da elenco in Excel 2003 e precedenti era obbligatorio che l’elenco venisse inserito nello stesso foglio della convalida, e per metterlo su un altro foglio della cartella era necessario ricorrere a un intervallo nominato; invece in Excel 2010 puoi selezionare qualsiasi intervallo della cartella:
Chissà quante altre cose mi sfuggono.
Io per lavoro ricevo complimenti
Il momento più gratificante del tenere un corso è a fine giornata quando leggo i feedback dei partecipanti. Permettimi per una volta di bullarmene pubblicamente:
- Ottimo docente, chiaro e ben organizzato
- E’ stato utile
- Interessante e utile
- Mi sono trovato bene con l’insegnante
- Competenza e professionalità
- E’ molto completo e chiaro
- Il docente si mostrato persona professionale, socievole e tecnicamente preparato
- Ottimo metodo gentilezza e preparazione
- Sono soddisfatto
- Grazie, corso utilissimo e docente perfetto
- È stato molto utile e pratico
- Docente competente e con ottima capacità, sia nell’essere esaustivo nelle nozioni, sia nel coinvolgere nel lavoro
- E’ stato molto utile, il docente è stato molto chiaro e disponibile
- E’ stato utile, chiaro, pratico
- Docente molto preparato e molto chiaro, con una buona gestione dell’aula, delle tempistiche e delle tematiche
- Molto interessante
- Molto utile per il mio lavoro
- Il docente è stato molto disponibile ed esaustivo
- Complimenti per la chiarezza, la preparazione e la cordialità
- Ha spiegato i concetti in modo semplice
Ognuno di questi commenti vale tutti i like di tutti i socialini messi assieme, e ne vado orgogliosissimo.
L’utente inattivo non è un fake ma vale quanto un fake
L’articolo sulla compravendita di finti account di Twitter è stato ripreso dalla stampa di tutto il mondo, e questo è un bene perché aumenta la consapevolezza dell’universo. Il nodo della questione credo l’abbia centrato Peter Stonecutter in questo commento al post di ninjamarketing:
Condivido la perplessità sul fatto che non si sia distinto tra BOT e utenti inattivi: alla fine però per un’azienda cambia relativamente poco, si tratta sempre di profili “inutili” che fanno solo numero 🙂
Ma lo studio di Marco Camisani Calzolari non è il primo ad attirare l’attenzione sulle finzioni di Twitter, e Roberto Dadda segnala una ricca bibliografia in merito.
Esistono altri strumenti, non perfetti ma molto più semplici, per capire se un account manipola i propri followers. Ad esempio, basta seguirne la storia per ricavare forti indizi:
Anche la storia del following può essere indicativa:
La morale della storia alla fine a me sembra essere questa: internet è delle persone, oppure non è.






