E’ andata come previsto

Mustonen non si è smentito. Dopo il suo Scarlatti, un signore dietro di me invece di applaudire mormorava “Assassino! Assassino!”. A me la K87 e la K380 sono piaciute molto, ma la K175 è stata un massacro. Rachmaninov non era male: l’irruente veemenza dell’interpretazione ci azzeccava molto bene con la sonata tardoromantica.

Per tutti i brani del concerto, Olli Mustonen ha usato lo spartito.

Olli Mustonen

Stasera al Conservatorio di Milano Olli Pestonen ci martellerà:

Jan Sibelius

10 Pezzi per pianoforte op. 58

Domenico Scarlatti

Sonate K87, K146, K127, K175, K380

Sergei Rachmaninoff

Sonata n. 1 in re minore op. 28

La caratteristica visivamente più sconcertante di Pestonen è che quando suona suda copiosissimamente, e si deterge continuamente la fronte nella manica del frac. Musicalmente invece si contraddistingue per una sua esuberanza interpretativa, in decibel, e un gusto di stupire che ricorda il “famolo strano” di Verdone.

Nota:

Mio figlio, che legge il mio blog (e anche il tuo), mi chiede giustamente: “E allora cosa ci vai a fare al concerto?” Ci vado perchè sono sicuro che ci saranno anche bei momenti. La volta scorsa un mio vicino commentava che dopo averlo sentito suonare Bach gli veniva voglia di salire sul palco e tirargli due sberle; ma se io sapessi suonare un centesimo di come suona Pestonen, sarei felice.

Compleanno!

Auguri! Oggi è il compeanno di Johann Sebastian Bach. Per festeggiarlo, ascolto le Suites Inglesi nell’interpretazione di Richter, Argerich e Perahia.

La Roma smembrata?

Pare che Totti l’anno prossimo andrà a giocare all’estero. Per lui la lingua non è mai stata un ostacolo.

La spia di Guantanamo

Non era vero niente. Il Cappellano dell’isola di Guantanamo, quello accusato di tradimento prima e di adulterio poi, è stato totalmente scagionato. A suo tempo ti dissi che mi sembrava una bufala pazzesca, evidente per tutti tranne che per i mezzi di informazione (che avevano riportato non i fatti ma i comunicati del governo americano, e senza esercitare il minimo senso critico).

Il problema non è che io sono un genio, ma…