Odio i prolissi.
Andrea Bacchetti
Ieri sera per le Serate Musicali, al Teatro Dal Verme, il pianista Andrea Bacchetti ci ha suonato:
Johann Sebastian Bach:
Suite Inglese no. 6 in re minore BWV 811
Suite Francese no. 4 in mi bemolle maggiore BWV 815
Suite Inglese no. 3 in sol minore BWV 808
Suite francese no. 3 in si monore BWV 814
Siamo nel periodo forse più felice per il Maestro: si era da poco risposato ed era Kapellmeister a Cöthen per il Principer Leopoldo di Anhalt, buon violinista e buon cantante, di cui Bach disse “Non soltanto ama la musica, ma la conosce”.
Tra il 1717 e il 1723, il Maestro si trova riccamente stipendiato, servito e riverito; ha a disposizione una ottima orchestra, non ha altri obblighi se non quello di lasciare sfogo al suo genio.
E si sente! Bacchetti ieri sera ha avuto secondo me il grande merito di suonare questa grande musica con semplicità , lasciando parlare lo spartito. Ne è venuta fuori una interpretazione attenta, mai frettolosa, e contemporaneamente fresca, spontanea, appassionata.
E con questo concerto mi sembra che Bacchetti abbia smesso di essere una giovane promessa, e cominci a diventare un pianista maturo. Insomma, grande serata. Come bis, l’Aria delle variazioni Goldberg e uno Studio di Chopin.
Dell’importanza del browser
Guardando le mie statistiche di dicembre, noto che
- per ogni accesso al blog in HTML ci sono ormai quattro accessi alla sua versione RSS, e
- gli accessi non da browser sono il 25%, in crescita rispetto ai mesi precedenti.
Suppongo che il browser e l’HTML stiano progressivamente perdendo la loro supremazia a favore di XML e feed reader. E sul tuo blog?
Augusto??
Ma chi ha scritto questi testi?
Grazie a questo buffo post, che immagina come sarebbero le ricerche su Google se assomigliassero alle ricerche su Windows, scopro (con orrore) che è possibile cambiare l’assistente delle ricerche guidate.
Ma leggi le didascalie e trasecola:
“Seguite Spido per non perdervi in un mare di dati. Troverà per voi quello che cercate”
“Chi è in pericolo chiede aiuto a Lassie. Chi ha bisogno di aiuto su Office chiama Augusto”
Paolo Poli
Bella intervista di Vanity Fair al più grande attore italiano vivente (grazie a Tom per la segnalazione).

