Leggere la realtà

Spero che il video del convegno Corriere/Bocconi Leggere un quotidiano, leggere la realtà venga reso disponibile in rete, perché ci sono passaggi che temo di non aver capito bene e vorrei rivedere.

Per esempio, ho l’impressione che Paolo Mieli abbia sostenuto che quei giovani che oggi non leggono i quotidiani lo faranno senz’altro quando diventeranno maturi: “quando uno si fa una famiglia, produce, consuma, allora compra anche il giornale”.

E credo anche che abbia detto: “chi legge il Corriere si sente parte di una community“.

Invece Marco Pratellesi, responsabile di corriere.it, mi è sembrato uno che capisce le cose. E sospetto che vorrebbe fare di più, con il sito.

In generale, i primi settantacinque minuti sono stati un grosso spot pubblicitario per i quotidiani, con alcune vette impagabili (chi non legge il giornale non passa gli esami universitari). Poi gli interventi dal pubblico hanno ravvivato un poco il tono (leggi il giornale? certo, Repubblica).

I problemi grossi sono stati appena sfiorati: vaghi accenni alla mancanza di modello di business dell’online, alla personalizzazione, alla partecipazione dei lettori, ai giornali gratuiti (che in questo momento credo siano il vero grande spauracchio, altro che i blog).

E per finire, rimango ogni volta stupito di quanto mi indispone Fabio Fazio. E’ più forte di me.

khalla immobiliare

Giovanni di Diario Notturno ha costruito e mi segnala khalla.it, nuovo sito di annunci immobiliari a Milano, gratuito e solo per privati.

Ci ho fatto un giro e sono rimasto esterrefatto. Io ero rimasto a prezzi molto ma molto inferiori di come sono adesso. Immagino che vivere a Milano, per un singolo al primo impiego, equivalga alla più nera indigenza.

Storie dal Cairo

Turista americano al Cairo: come prendere il treno per Luxor (ma non quello per turisti) con in tasca solo dieci dollari macchiati che nessuna banca vuole cambiarti. No, non è Lia, ma in qualche modo corrisponde alle situazioni che lei ci ha raccontato tante volte.

Web 2.1

Questa storia è carinissima. Gli organizzatori della conferenza sul Web 2.0 hanno chiesto la registrazione del termine “Web 2.0” e mandano ingiunzioni legali a chiunque organizzi conferenze con “Web 2.0” nel titolo. Apriti cielo nei commenti!

Ma si può essere più stupidi? Mi viene voglia di organizzare subito una conferenza “Web 2.0”.