Zehetemair Quartet

Questa sera a Milano, nella Sala Verdi del Conservatorio, suona il giovane ma affermato Quartetto Zehetemair, con questo programma:

Mozart: Quartetto d’archi n. 3 in sol maggiore K156
Scritto nel 1772 a Milano da un Mozart sedicenne.

Bartok: Quartetto d’archi n. 5 Sz 102
Dei sei quartetti di Bartok, questo viene giudicato “il più espressivo, il più perfettaamente bilanciato, il più violento”. E’ del 1935.

Schumann: Quartetto d’archi in la minore n. 1 op. 41
Il grande romanticismo! Mi dicono che la parte del violoncello sia molto difficile, impiccata sul registro alto.

Insomma: Mozart di riscaldamento, Bartok come piatto forte, Schumann come dolce finale per chi ha resistito fino in fondo.

A Vista from the field

Andrea: D’altronde io ricordo che sul vecchio portatile aveva su W2K e dopo poco è uscito XP; io ho installato XP e non è che abbia avuto grandi problemi, il tutto funzionava bene. Su questo invece è un continuo resettarsi, schermi blu, cose che non vanno, ecc. ecc. L’altra volta era stata una passeggiata questa una sofferenza…
me: potresti provare a installarci Leopard di Apple!
Andrea: Gira sicuramente meglio
me: hehehe

Quanto costa un link?

Il calcolo è semplice: alla fine di una certa campagna pubblicitaria che mira ad ottenere post tricologici linkati a una determinata pagina, andrai su Technorati e conterai il numero di link ottenuti. Prenderai quindi il valore complessivo dei premi (non 399 Euro che è il valore di mercato, ma il costo effettivo che stimo non superi i 140 Euro) e lo dividerai per il numero di link, ottenendo una cifra ridicolmente irrisoria.

Per la miseria, se proprio devi vendere l’anima, tira almeno sul prezzo, no?! Impara da Fausto, che mirava più in alto!

Barboni…

Lijit

Su suggerimento di Carlo Felice Dalla Pasqua (che, diciamocelo, ha urgente bisogno di un soprannome corto), che a sua volta l’ha saputo da Dave Winer, ho installato qui a destra un boxino che mi permette di fare ricerche non solo in questo blog e tra le mie foto, ma anche tra i blog che leggo o che mi leggono. Ovviamente, spero possa servire anche a te.

Questa cosa della ricerca in salsa sociale mi sembra parecchio interessante, soprattutto per i suoi eventuali sviluppi futuri.

Per dire, se Lijit aggiungesse i tag più usati e le pagine più linkate dalla tua blogosfera, potrebbe diventare il tuo (e mio) blogbabel personalizzato.

Penso che questa sia la direzione giusta.

La coda lunga che scodinzola

C’è un ottimo post di Luca Carlucci sul buzz marketing, che fa il punto della situazione ad oggi e chiede, tra l’altro, almeno un minimo di autoregolamentazione. Dicevo, nei commenti, che il fenomeno mi preoccupa ma non troppo perché lo vedo perdente in partenza.

Motivi per cui sono ottimista:

1)
La storia insegna: tutti i sistemi affidati esclusivamente all’integrità morale del singolo, finiscono per degenerare rapidamente nel viva la peppa. Se continua così, il buzz marketing finirà per attirare solo la parte più becera della rete, perdendo efficacia e interesse.

2)
In internet è quasi impossibile che una campagna di buzz rimanga segreta, e la segretezza è l’ingrediente principale senza il quale diventa una pubblicità qualsiasi, e quindi saltata a prescindere.

3)
Tra non molto, come dicono i Maestrini nei commenti al post, le aziende si accorgeranno che i ritorni di queste campagne (quando il buzz non è progettato assieme al prodotto) non ci sono o sono dei semplici fuochi di paglia, e perderanno interesse.

4)
Sono un inguaribile ottimista.