Blogger e gli accenti, e Unicode

La nuova versione di Blogger Pro non riesce a gestire la parte alta del codice ASCII. Hai notato che ogni tanto mi compaiono punti di domanda invece che caratteri accentati? Succede quando mi dimentico e uso la versione BP 1.1 invece di BP 1.0.

Per la lingua inglese non importa, ma per tutte le altre è un bel problema.

E Unicode? Non lo usa nessuno?

Molto tempo fa, quando Apple non supportava Unicode, avevo il problema di una azienda italiana che preparava il suo packaging su Mac, con i testi in tutte le lingue, inclusa l’Europa dell’Est, preparati dai traduttori su Word per Windows.

L’unica soluzione che funzionava sempre (una per ogni lingua) era un poco complessa:

  1. il traduttore consegnava il documento di Word per Windows con la traduzione

  2. una macro in WinWord codificava tutti i caratteri del testo nei rispettivi codici carattere
  3. il documento così codificato veniva aperto in MacWord
  4. una macro in MacWord ricodificava i codici carattere nei rispettivi caratteri Mac
  5. il risultato veniva copiato e incollato in un nuovo file di Xpress e finalmente passato al reparto grafico.

Adesso che OS X supporta Unicode nativamente, non abbiamo ancora finito di soffrire e aspettiamo le nuove versioni degli applicativi Mac.

Ancora Deep Linking?

Questa volta segnalato da Marek. Pare che il giornale “The Dallas Morning News” proibisce severamente, pena le più gravi sanzioni, i link alle pagine interne e il copia/incolla, come trovi spiegato nella pagina (interna) dei terms of service:

l'ennesimo clueless fucknozzle

4. Links to, and frames of, the Site. If you operate a Web site and wish to link to this Site, you may link only to the home page of the Site and not to any other page or subdomain of us.”

Tu dirai: “Io non ho mica firmato un contratto con questa gente, a me che mi frega quello che dicono?

Eh no, carino, non fare il furbo con i texani! Guarda che all’inizio dicono chiaramente, nero su bianco:

“These Terms of Service disclose the general terms for use of this web site. We have developed these Terms of Service to govern your use of this web site (the “Site”). This Site is developed and managed by Belo Interactive, Inc., and we, along with our parent corporation, Belo Corp., affiliates, partners and advertisers, provide content and services to you subject to the following conditions. Please read them carefully. These Terms of Service are a binding contract between you and us regarding your use of this Site. If you use this Site, you agree to be bound by these Terms of Service.”

Capito furbetto? Sono loro che governano il tuo uso del sito! E se tu usi il sito, sei obbligato a rispettare i Termini del Servizio!

The Dallas Morning News è diretto da Brian Anderson (briananderson@dallasnews.com), meglio noto come “Lo Sceriffo del Web”.

Tre concerti in uno

Serata tutta dedicata a Mozart ieri sera al Conservatorio di Milano, con l’Orchestra da Camera di Padova e del Veneto (Piero Toso violino principale) e i giovani piantisti Enrico Pompili, Andrea Bacchetti, Roberto Prosseda.

l'Orchestra di Padova e del Veneto durante una prova


Programma:

Wolfgang Amadeus Mozart

Concerto n. 11 per pianoforte e orchestra il fa maggiore K 413 (Pomplili)

Concerto n. 12 per pianoforte e orchestra in la maggiore K 414 (Bacchetti)

Concerto n. 14 per pianoforte e orchestra in mi bemolle K 449 (Prosseda)

Sinfonia n.17 in sol maggiore K 129

Mozart stesso diceva: “Questi concerti sono proprio una via di mezzo tra il troppo difficile e il troppo facile: sono molto brillanti, gradevoli all’orecchio e naturali senza cadere nella vacuità. In alcuni punti solo gli intenditori potranno ricavarne diletto, ma faccio in modo che anche i non intenditori restino contenti, pur senza sapere il perché”.

Tra le varie orchestre italiane, questa diretta da Piero Toso è tra le più dignitose. Mille volte meglio di Santa Cecilia, ma non esente da “possibilità di miglioramento”. Ieri sera ho notato un qualche ondeggiamento, specie tra gli archi.

I tre “bambini prodigio” ormai cominciano ad avvicinarsi ai trent’anni, e sarebbe ora che decidessero di sostenere tutto un concerto da soli. Mi è molto piaciuto il bis di Bach di Bacchetti, ma tutti e tre hanno ben suonato, forse in modo un poco convenzionale se vogliamo fare i difficili.

Ma io difficile non sono, e mi piace abbandonarmi alla bella musica così come ammiro una donna (non con gli occhi dell’anatomo-patologo).

Il Corriere della Sera è uno spammer!

Apro la posta e trasecolo. Il Corriere della Sera mi ha spammato! La classica email in html con tanto di grafica e immagini accattivanti. “Le formazioni, i risultati, le curiosità di tutti i Mondiali, in una collana di 4 CD-Rom per prepararti al grande evento dell’anno.”

Come in tutte le spammate che si rispettino, il reply to (corriere.it@rcs-web.it) è diverso dal vero sender (mail.maia.dada.it 195.110.99.53). E alla fine, ciliegina sulla torta:

“Hai ricevuto questo messaggio in qualità di utente del sito www.corriere.it.

Se non desideri più ricevere comunicazioni fai reply a questa email scrivendo “Unsubscribe” e il tuo indirizzo email nell’oggetto.”

Dispiace vedere una ex-istituzione calare i pantaloni come un ubriaco ai giardinetti. Sarei curioso di sapere chi è l’allegro idiota responsabile di questa bella pensata: se lo sai ti prego di avvisarmi (anche due parole a Stefano Rodotà non ci starebbero male).