La conferenza ha uno stream audio, ma in questo momento non funziona. Vanno benissimo invece i suoi liveblogs, sia in inglese che in tedesco. Per la versione italiana c’è Simone seduto in prima fila.
La bolla speculativa
Per ragioni indipendenti dalla mia volontà e anzi a me totalmente sconosciute, il p/e delle azioni di questo blog ha superato stamattina la soglia dei 160. Questa speculazione selvaggia mi preoccupa e temo che la bolla scoppi da un momento all’altro.
Vendi finchè sei in tempo! Ma se vendi e poi continuano a salire, non te la prendere con me.
C’è maglietta e maglietta!
Preso dall’entusiasmo per la maglietta confusa, ero andato anche sul Google Store e avevo ordinato due di queste magliette da blogger, per un totale di $18.00. Avevo già comprato le fantastiche magliette di errorwear e avevo pagato $14.25 a maglietta più $6.00 per la spedizione.
Piazzato l’ordine, una nota mi avvertiva che la spedizione internazionale sarebbe stata quotata a parte, e che avrei ricevuto un mail con ulteriori informazioni.
Mail che ricevo oggi, da un Jeremy Lane (reparto “Customer Satisfaction”) dove scopro che il totale dell’ordine è la spropositata cifra di $127.36, inclusa una sorprendente processing fee di $25.00. Ho trenta giorni di tempo per rispondere, dopodichè l’ordine viene eliminato.
Ora la mia domanda è questa: secondo te, gli rispondo o no? e cosa gli posso dire, senza scadere nel volgare?
il weblog di Roberto Cotroneo non ha i permalinks
Roberto,
Il tuo non è un blog perché manca nasconde l’essenziale: i permalink. [vedi commenti]
Questo mi impedisce di linkare a un tuo post di oggi con un link che funzioni anche tra una settimana o un mese (come succede con tutti gli strumenti seri tipo blogger o splinder o movable type) quando quel singolo post finirà in archivio.
Sembra un dettagio, ma senza un permalink, come faccio a linkare a un singolo tuo post che mi è parso interessante, o sciocco, o comunque meritevole di attenzione, diffusione e commento?
Ma il punto più importante di tutti è che se Google non ha un indirizzo fisso per il tuo post, non riesce a indicizzarlo e quindi perdi rilevanza, non salti fuori dopo nelle sue ricerche (che costituiscono circa il 30% del traffico di un blog).
Te l’avranno sicuramente già detto. Altrimenti scusa se ti do questa brutta notizia. Riuscirai a sopravvivere? E soprattutto, puoi farci qualcosa?
Ciao,
Gaspar
The Cognitive style of PowerPoint
Mi è appena arrivato l’opuscolo (24 pagine) di Edward Tufte. Delizioso! Ti cito:
“Nella pratica di tutti i giorni, i modelli di PowerPoint potrebbero migliorare il 10-20% di tutte le presentazioni inette ed estremamente disorganizzate, al costo di un visibile danno intellettivo all’altro 80%. Statisticamente, i livelli di orrore provocato si avvicinano alla demenza. Dato che ogni anno nel mondo si producono circa da 1010 a 1011 diapositive di PowerPoint (molte basate sui modelli), possiamo parlare di un rilevante e misurabile impedimento alla comunicazione tra colleghi. O per lo meno una enorme perdita di tempo.
Il danno è in qualche modo mitigato dal fatto che le riunioni in cui vige lo stile cognitivo di PowerPoint non sono poi così importanti. PowerPoint permette a chi lo usa di giocare con le mille funzionalità invece di informare: i presentatori fanno finta di presentare, e gli ascoltatori fanno finta di ascoltare. Questo scherzo alle spalle di sostanza e pensiero dovrebbe sempre provocare la domanda:Perché ***** stiamo tenendo questa ******* riunione?
Come non essere d’accordo? E’ da molto tempo che per le mie presentazioni mi basta una lavagna bianca e un pennarello. Per le spiegazioni molto complicate, due pennarelli di diverso colore.

