“Tu stai al mondo perché c’è posto”

Così diceva il notaio alla moglie ne “Il giorno del Giudizio” di Salvatore Satta.

Pare che c’è uno che in un suo blog, ogni sabato, cita i post degli altri blog, specificando che si tratta di post inutili che non gli interessano. Come dire: guarda che stupidaggini scrive questo pallone gonfiato.

Tu ti chiederai perché li legge, se li trova insulsi. Buona domanda, che però mi trova impreparato.

Se ti trovi citato, ti prego di non reagire scompostamente (come già è successo): Da sempre chi desidera notorietà comincia con il parlare male di persone note, e sicuramente sei in grado da solo di trovare innumerevoli esempi.

Ma il mondo dei blog è bello proprio perchè c’è posto per tutti e tutti possono scriverci e trovare il loro pubblico (che non sono io).

E come sempre, do not feed the troll.

Capt. Hulk

Questa settimana tra i miei allievi di un corso di informatica c’era l’ex campione europeo di kickboxing Heinz Reich che oggi è Comandante presso una grossa compagnia aerea. Con la larghezza di spalle che si ritrova (dal vicino è totalmente impressionante), mi chiedo se gli devono costruire un sedile apposito.

Stephen Hough e l’Orchestra di Padova e del Veneto

Lunedì scorso al Conservatorio di Milano c’era Stephen Hough e l’Orchestra di Padova e del Veneto (senza Piero Toso), con questo programma:

Johannes Brahms

Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra op. 15

Ludwig Van Beethoven

Sinfonia n. 7 in la maggiore op. 92

Brahms poco più che ventenne scrive questo suo primo concerto pare su istigazione di Shumann, e ne viene fuori una cosa piuttosto difficile, molto costruita, senza nessuna pietà per la platea. Il fluire naturale della musica, tipico del Brahms maturo, ancora non c’è. Ma Hough si disimpegna bene, e bissa con la Traumerei di Shumann.

Poi l’orchestra da sola si cimenta nella Settima, e se la cava assai bene. Prima di tutto si sente che ce l’hanno dentro e che suonavano praticamente a memoria. E poi è musica stupenda, che non riascoltavo da tempo. Ad esempio, un momento assolutamente magico è l’inizio del secondo movimento (2,9 MB), con il celebre tema esposto prima dai violoncelli, poi dalle viole, poi dai violini e infine da tutta l’orchestra. Una emozione fortissima: e alla prima esecuzione (8 dicembre 1813 a Vienna, diretta da Beethoven) il pubblico entusiasta ne chiese subito la ripetizione.