P2P: io sono contro

Seguo con molto interesse Beppe e le sue appassionate cronache del decreto Urbani. Ma mentre leggevo i suoi ultimi post mi è venuto da pensare che il P2P sia un escamotage passeggero e destinato in futuro non a scomparire ma ad essere fortemente ridimensionato.

Pensa per un attimo di essere attorniato da una connessione internet veloce e continua, presente sul tuo computer ma anche su tutti i tuoi attrezzi portatili. Ecco, adesso levati quell’espressione di godimento beota dalla faccia e dimmi: che bisogno hai di “scaricare” musica quando puoi accedere a più musica da internet più velocemente di quanto faresti dal tuo disco rigido? Non fai già così con Gmail?

Luca la settimana scorsa mi ha segnalato la radio di Yahoo LaunchCast, e ne sono pazzamente innamorato. Tu la personalizzi, gli dici che musica vuoi ascoltare, che generi, che artisti, e lei te la propone. Ogni tanto ti propone acnche cose che tu non conosci, ma che piacciono a gente con i tuoi stessi gusti. Mentre ascolti un brano, puoi dare un voto da “non voglio sentirla mai più” fino a “ancora, ancora”, e la radio impara i tuoi gusti. Dopo una settimana, la mia radio ha imparato alla perfezione e io sono in paradiso ogni volta che l’accendo. Dopo l’estate certamente sborserò i tre dollari mensili necessari a togliere la poca pubblicità che ogni tanto intramezzano.

Ecco, io penso che il futuro sia questo: personalizzazione spinta e contenuti sempre disponibili.

Vieri e Del Piero giocano perché hanno lo sponsor?

Non è la prima volta che lo sento dire, anzi già con Maldini Senior se ne inorridiva con una certa aria saputella. Ma concretamente, come funziona? La Nike paga Trapattoni direttamente? O paga la Federcalcio? O chi? In nero o a bilancio?

Se tu avessi informazioni certe e di prima mano, ti prego di spiegarmi.

Under21

Leggo e condivido da Chettimar un efficace riassunto della nostra avventura agli europei di calcio:

“in Italia, uno come Rooney sarebbe marcito per secoli in Under21”

DRM: perchè non funzionerà mai

Cory Doctorow è andato da Microsoft a spiegare perchè il Digital Rights Management, detto anche Digital Restrictions Management, è una delle cose più stupide che Microsoft abbia mai fatto (e ne ha fatte…). Grande Cory!

“DRM systems are broken in minutes, sometimes days. Rarely, months.

It’s not because the people who think them up are stupid. It’s not because the people who break them are smart. It’s not because there’s a flaw in the algorithms.

At the end of the day, all DRM systems share a common vulnerability: they provide their

attackers with ciphertext, the cipher and the key. At this point, the secret isn’t a secret anymore.

Web applications don’t require Windows

Joel on Software ha un post molto interessante: How Microsoft Lost the Api War. Cioè: interessante se sei programmatore, o se lavori su Windows.

Il succo: mentre le applicazioni scritte per Windows funzioneranno solo su Windows, le applicazioni scritte per il web funzioneranno sempre dappertutto. Morale: il desktop perde rilevanza, Windows perde rilevanza, Microsoft perde rilevanza.