Top of the fools

Quando leggo da Steve Rubel che una delle conclusioni che i pierre traggono dal famoso survey è che “Brands have a big opportunity to become part of the conversation“, rimango davvero esterrefatto (baffled, miffled, nonplussed e pure flabbergasted).

I marchi che vogliono diventare parte della conversazione? Ho capito giusto? E se dei marchi non ce ne potesse fregare di meno, putacaso? E se fossimo invece interessati alle persone, alle idee, ai fatti?

Chi vuole conversare con un marchio, per favore alzi la mano.

Per quanto riguarda la metodologia di quello che verrà da ora in poi spacciato come lo studio più approfondito e accurato delle blogosfere europee Ludo ha molto da dire, giustamente. L’ha scritto anche nei commenti, e attendo risposte esaurienti.

Davvero mi spiace molto di non poter partecipare all’incontro di venerdì, avrei molte cose da chiedere. Spero almeno che i blogger che parteciperanno non se ne staranno zitti.

Barcamp Torino 2 dicembre 2006

Ho prenotato una sessione del barcamp Torino. Titolo:

“Blogroll, croce e delizia del blogger moderno”.

Nel frattempo Totanus ne prepara una che ha il preciso scopo di impermalirmi.

Update:
Sul wiki è in corso una discussione su patrocinatori e loro ruolo. Ne commenta incisivamente Matteo. I miei due centesimi: criticare una organizzazione è molto più facile che organizzare.

Blogroll, pagerank e freeriders

I tuoi amici organizzano una cena in cui ognuno porta qualcosa. Tu non solo ti presenti a mani vuote, ma ti riempi le tasche delle cose più buone e costose che gli altri hanno portato. Dentro di te pensi “come sono furbo”. Ma se non riesci a vergognarti tu da solo, si vergogneranno per te i tuoi amici. Ovviamente, non ti inviteranno più.

C’è una bella espressione inglese per le furbate che finiscono per danneggiare il furbo: “too clever by half”. A me pare che l’idea di spostare il proprio blogroll su una pagina diversa da quella del blog, come proponeva Andrea Beggi, rientri in questa categoria. (Andrea: non ce l’ho con te, sei sempre una mia blogstar, ma sono in totale disaccordo con quello che dici).

Lo scopo sarebbe quello di aumentare il proprio pagerank, fornendo a Google una pagina molto linkata dall’esterno ma con pochi link in uscita (e non è neanche detto che funzioni).

Ma se la pagina del blogroll è una pagina secondaria, non linkata da nessuno, con un pagerank molto più basso rispetto a quello del blog, i link in essa contenuti valgono meno per Google: quindi contribuiranno meno al pagerank dei siti linkati.

Non mi sembra bello ricevere googlejuice da tutti, e cercare di restituirne il meno possibile. E l’economia del dono?

Mi sembra ovvio poi che se tutti coloro che linkano quel blog dalla pagina principale facessero lo stesso, il pagerank del furbone crollerebbe. Quindi è una strategia che funziona solo perché quasi nessuno la adotta.

Così come sono pochi quelli che sorpassano la colonna in corsia di emergenza, o che si presentano alla cena a mani vuote. Per fortuna.

Co-commenti

Nuova sorpresa! Su precisa istigazione del Maestrino Luca “sono-troppo-avanti” Vanzella, ho aggiunto al template dei commenti il javascript di cocomment, in modo da poter tenere una traccia unificata dei commenti che aggiungo qui e in qualsiasi altro blog.

Stessa cosa la puoi fare tu, se usi lo stesso tool. Se invece ho sbagliato qualcosa e non riesci più a commentare, per favore avvisami nei commenti.

(E non ridere: una mia amica in ufficio è rimasta per due giorni senza l’ADSL di Telecom. Telefonando inferocita al numero verde, un messaggio registrato rispondeva che c’erano problemi tecnici e che per maggiori informazioni poteva rivolgersi al sito web)

Blogroll reloaded

Con un colpo di scena che lascia annichilito anche me, dando prova di straordinarie doti di originalità unite a una non comune capacità di pensare out of the box, ho deciso di rivoluzionare totalmente il mio blogroll: ho spostato a sinistra i link italiani e a destra quelli di lingua inglese!

Che roba, eh? Non c’è bisogno che commenti subito, prenditi pure tutto il tempo per riprenderti dallo shock.

(C’è anche un piccolo easter egg burlone, per chi volesse cimentarsi)