Web e democrazia

Il web aiuta la democrazia?
Certamente! Tutto ciò che aumenta la velocità di circolazione delle idee e delle informazioni, aiuta la democrazia. Il cittadino informato prende migliori decisioni.

Il web è democratico?
No. Se la democrazia è il governo del popolo, nel web c’è molto popolo e nessun governo. Il web è anarchico individualista, e può esserlo perché sul web c’è spazio per tutti e non c’è contrapposizione. Invece nella Polis gli interessi concreti di gruppi diversi si contrappongono fortemente e devono essere mediati.

Riassumendo:
Se si portasse il web nella politica, finirebbe a coltellate.

(Pensieri disordinati a seguito dall’ottima presentazione di Nicola Mattina)

09 F9 11 02 9D 74 E3 5B D8 41 56 C5 63 56 88 C0

La storia è tanto semplice quanto istruttiva. La crittografia del DVD-HD è stata craccata in no time e viene resa pubblica la chiave di crittazione di tutti gli ultimi film rilasciati in quel formato (09 F9 11 02 9D 74 E3 5B D8 41 56 C5 63 56 88 C0). E fin qui, ordinaria amministrazione.

La storia compare su digg. Gli amministratori ricevono una DMCA Takedown Notice dalle Major di Hollywood e tolgono la storia. Decine di utenti scontenti ripubblicano e vengono tolti. Migliaia di utenti inferociti ripubblicano, e Digg cede.

Il fondatore di Digg dichiara sul blog:

“But now, after seeing hundreds of stories and reading thousands of comments, you’ve made it clear. You’d rather see Digg go down fighting than bow down to a bigger company. We hear you, and effective immediately we won’t delete stories or comments containing the code and will deal with whatever the consequences might be.

If we lose, then what the hell, at least we died trying.”

Applausi, sipario.

Mistislav Rostropovich – 1927 2007

Per Rostropovich hanno scritto Benjamin Britten (una Sinfonia, una Sonata per Violoncello e pianoforte e le tre Suites per violoncello solo), e poi Prokofiev, Shostakovich, Khachaturian, Boulez, Berio, Messiaen, Schnittke, Bernstein, Dutilleux e Lutoslawski.

Rostropovich nel 1969 ha supportato Alexander Solzhenitsyn non solo ospitandolo nella sua dacia di Mosca, ma scrivendo una lettera di protesta a Brezhnev che gli valse la cancellazione di tutti i concerti e di tutte le registrazioni in programma fino al 1974, quando ottenne un visto di uscita equivalente all’espulsione e all’esilio. La cittadinanza Sovietica gli è stata revocata nel 1990.

Nel 1989, durante la caduta del Muro di Brlino, Rostropovich si presentò da solo con il suo violoncello e si mise a suonare un concerto che rimarrà nella storia del mondo.

Se ne va un grande uomo, oltre che uno dei più grandi musicisti del nostro tempo.