Lijit

Su suggerimento di Carlo Felice Dalla Pasqua (che, diciamocelo, ha urgente bisogno di un soprannome corto), che a sua volta l’ha saputo da Dave Winer, ho installato qui a destra un boxino che mi permette di fare ricerche non solo in questo blog e tra le mie foto, ma anche tra i blog che leggo o che mi leggono. Ovviamente, spero possa servire anche a te.

Questa cosa della ricerca in salsa sociale mi sembra parecchio interessante, soprattutto per i suoi eventuali sviluppi futuri.

Per dire, se Lijit aggiungesse i tag più usati e le pagine più linkate dalla tua blogosfera, potrebbe diventare il tuo (e mio) blogbabel personalizzato.

Penso che questa sia la direzione giusta.

La coda lunga che scodinzola

C’è un ottimo post di Luca Carlucci sul buzz marketing, che fa il punto della situazione ad oggi e chiede, tra l’altro, almeno un minimo di autoregolamentazione. Dicevo, nei commenti, che il fenomeno mi preoccupa ma non troppo perché lo vedo perdente in partenza.

Motivi per cui sono ottimista:

1)
La storia insegna: tutti i sistemi affidati esclusivamente all’integrità morale del singolo, finiscono per degenerare rapidamente nel viva la peppa. Se continua così, il buzz marketing finirà per attirare solo la parte più becera della rete, perdendo efficacia e interesse.

2)
In internet è quasi impossibile che una campagna di buzz rimanga segreta, e la segretezza è l’ingrediente principale senza il quale diventa una pubblicità qualsiasi, e quindi saltata a prescindere.

3)
Tra non molto, come dicono i Maestrini nei commenti al post, le aziende si accorgeranno che i ritorni di queste campagne (quando il buzz non è progettato assieme al prodotto) non ci sono o sono dei semplici fuochi di paglia, e perderanno interesse.

4)
Sono un inguaribile ottimista.

Ilaria Nicosia mi intervista

Rivedendo la chiacchierata con Ilaria Nicosia al GhiradaBarcamp di Treviso, non posso che confermare l’impressione che ne avevo avuto a caldo: Ilaria è intelligente e preparata, davanti alla telecamera è molto a suo agio e mette a suo agio anche l’intervistato.

Io invece ho farfugliato frasi sconnesse su blog aziendali, pubblicità, prostituzione, papponi; cose così. Mah.

Becoming Buddha

Cercavo di capire cosa vuol dire essere buddista, e ho trovato una buona risposta in questo video.

Chiarimento: Bzzers è una porcheria

Leggo da Giovy quanto segue:

…sono assolutamente lecite le osservazioni di Gaspar sulla “non perfetta trasparenza” di chi c’è dietro Bzzers, ma personalmente NON propenderei per stroncare Bzzers a causa di una mancata o carente comunicazione aziendale

Capisco quindi che forse non mi sono spiegato bene, e allora chiarifico: Bzzers è una porcheria mascherata da community. Ripeto qui quello che ho detto nei commenti di Giovanni

Giovy,il mio rilievo sulla trasparenza della proprietà è solamente una delle moltissime cose che non mi piacciono in questa storia.

Parliamo anche di soldi, per esempio. I responsabili di Bzzer vengono pagati dalle aziende di cui promuovono i marchi? Quanto esattamente? Mi pare una domanda fondamentale a cui il sito non risponde affatto.

E a seconda di come rispondono, varia il mio giudizio: da “una comunità di sciocchini che si occupano di cose futili” fino a “un branco di fessi che si lasciano abbindolare da qualche perlina colorata e vengono usati* per arricchire il furbone di turno”.

Capisci anche tu che c’è una grande differenza.

Il sito dice: “Realizza una Campagna – Sperimenta un nuovo modo di far conoscere il tuo brand: scopri i vantaggi del Passaparola. Contatta Bzzers”. Tu che ne deduci? Questo servizio è gratis o a pagamento? E a me fesso che ci casco, che me ne viene? Il prestigio di partecipare a una campagna prestigiosa? Il privilegio di partecipare all’estrazione di un nagottino d’oro? Ma per favore.

* Invece di “usati” la parola giusta è “adoperati” nella sua accezione amorosa, come in: “vieni qui che ti adopero”.