Elezioni Europee 2009: i conti della serva

Nella mia circoscrizione, il PD ripresenta i parlamentari uscenti Toia, Susta, Panzeri e Ferrari: segno che hanno fatto un buon lavoro.

Che cosa esattamente? Me lo dice in dettaglio il sito del parlamento europeo, da cui deduco questa piccola tabella riassuntiva dei cinque anni di intensa attività:

Deputato Interrogazioni Proposte di
risoluzione
Interventi in
Plenaria
Patrizia Toia 24 6 33
Gianluca Susta 32 16 17
Antonio Panzeri 26 1 18
Francesco Ferrari 9 2 9

Giusto per capire come interpretare questi numeri, ho preso a paragone uno a caso, il primo della lista degli italiani in Europa:

Deputato Interrogazioni Proposte di
risoluzione
Interventi in
Plenaria
Vittorio Agnoletto 120 228 77

Dopo il giornalismo, che?

E quindi per un attimo diamo per scontato che i quotidiani scompaiono perché la pubblicità ha trovato canali più efficienti per colpire i suoi target (brrr…).

Questo scenario mette in pericolo la democrazia? Molti lo pensano. Stamattina ad esempio leggo da Tom Watson una cosa che sento ripetere da molti:

“the vast populace will never produce great journalism – or even sufficient journalism of the kind that has nurtured our republic – any more than it will perform surgery on a widespread amateur basis, or turn out competent oil paintings by the millions”

Ma la domanda che io mi pongo (e che ti pongo) è questa: esiste uno scenario in cui si potrebbe fare a meno del giornalismo? Per esempio, se tutti gli atti del tuo comune fossero su internet, se ogni consigliere avesse un suo blog su internet, se le sedute fossero diponibili live su internet, e se ogni cittadino potesse accedervi via internet, sentiresti ancora bisogno del reporter che segue i consigli comunali?

Se la tua risposta è anche solo “forse no”, capisci allora che la battaglia per la diffusione di internet e della banda larga, la sua difesa dal bavaglio che la politica cerca di metterle, sono battaglie di civiltà e di democrazia su cui ci si gioca il futuro.

Aggiornamento delle 19.30
Breaking news! Una serie di possibili risposte in questo post della sempre acuta Kathy Gill.

Veltroni e il potere

Il PD è un partito di potere, retto da una struttura ufficiale che non ha nessun potere. Al suo interno vi è una struttura non uffciale, occulta e quindi nota a tutti, che il potere lo gestisce e se lo tiene stretto stretto. O forse tu credevi che certi personaggi siano ancora lì perché la gente si è affezionata?

Allora, a me pare che il problema da risolvere non è “chi fa il segretario?” ma “chi comanda?”. Altrimenti non se ne esce, chiunque venga scelto.

Poi, giuro, smetto. Io e te sappiamo bene che i problemi urgenti che dobbiamo affrontare non hanno soluzioni politiche.

Sardegna: riassuntino

Mentre molti si lamentano di una politica imbarbarita che vince a colpi di televendite, a me pare invece di ricordare che la Sardegna era saldamente in mano alla sinistra fino a quando la sinistra stessa non l’ha buttata in rissa, provocando tutto quello che ne è seguito.