Duecento anni fa nasceva a Raiding l’inventore del pianismo con i capelli al vento. Buon Compleanno Franz!

It's more complicated than that!
Duecento anni fa nasceva a Raiding l’inventore del pianismo con i capelli al vento. Buon Compleanno Franz!
Le lotterie, è noto, vendono una speranza che si accende nel momento dall’acquisto del biglietto, e che si spegna nel momento dell’estrazione.
Quanto costa questa speranza? E’ gratis! dice un concorsino che gira per i social networks in questi giorni. Che significa: tu sei la merce che viene scambiata. Leggi il regolamento e trovi il prezzo vero:
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Mi sembra cara.
Mordi e fuggi ieri alla BlogFest di Riva del Garda.
Grande dispiego di gadget, di sponsor e di telecamere. Social viral ninja marketing a pacchi, grossi pacchi. Tempo stupendo, peccato non aver portato il costume.
L’amministratore delegato di una società di telecomunicazione monopolista dell’ultimo miglio e oligopolista di tutto il resto parla (a proposito della internet a carbonella) di servizio best effort come se fosse una cosa naturale. Tipo: vai al ristorante, ordini spaghetti alla bottarga e ti portano un uovo sodo ma paghi il prezzo pieno. Se protesti ti rispondono che il servizio è best effort. Se lo possono permettere perché sono monopolisti, tant’è vero che lo stesso amministratore, parlando di un mirabolante aggeggio da attaccare alla tele che doveva fare furore e che nessuno ha voluto, ammette che il cliente, potendo scegliere, pretende la perfezione e l’aggeggio non era ancora abbastanza perfettissimo. Più tardi Chettimar suggeriva che un servizio best effort andrebbe anche pagato best effort: la bolletta è da 150 Euri ma oggi ne ho in tasca 20 quindi fateveli bastare.
L’intervista a due testate online mi ha prima depresso, là dove si ammetteva candidamente di essere pronti al boxino morboso in caso di calo di ascolti; poi mi ha rincuorato, quando si è detto che le inchieste puntute hanno fatto importanti picchi di visitatori. Sono convinto che la gnocca è l’arma della disperazione; è una scorciatoia che funziona a breve ma distrugge l’unica cosa preziosa che può avere una testata: la reputazione. L’articolo più letto, la foto più cliccata (“paracadutiste nude”) dovrebbero essere prese a indicazione di cosa non fare. Ricordatevi di Foster Wallace.
Ho partecipato al torneo di calcetto in coppia con Andrea e non ho vinto, ma ho goduto parecchio. Grande fair play in campo, partite tiratissime sotto il sole e tre cambi di maglia. Non mi divertivo così tanto dai tempi dell’oratorio.
Una nota casa automobilistica faceva provare dei SUV e ci sono salito sopra con Andrea, che si è messo a fare sbandate in un parcheggio sterrato sollevando enormi nuvole di polvere bianca. I presenti non hanno affatto apprezzato e ce la siamo filata in fretta.
La Fata Carabina sta passando a un nuovo CMS, al giornale, dove (udite!) si occuperà non solo del testo ma anche delle foto, e mi ha promesso che racconterà la sua esperienza in un post.
E infine la cosa più bella: ho ritrovato di persona i tanti amici che leggo giornalmente: baci, abbracci, strette di mano, saluti e chiacchiere, chiacchiere e pettegolezzi. Grazie a tutti, grazie davvero; e grazie anche a Gianluca Neri che ha reso possibile tutto questo.
AGGIORNAMENTO:
Andrea Beggi ha scritto un post che in qualche modo risuona con quanto hai appena letto qui.
RI-AGGIORNAMENTO:
Andrea Perotti aggiunge una nota sul fatto che “non può esistere una internet senza regole”. Il fatto che il nostro monopolista si becchi una multa quasi a ogni campagna pubblicitaria (e Quintarelli ne ha scritto più volte) ti dice molto su come veramente stanno le cose nel rapporto tra l’azienda e i suoi clienti.
RI-RIAGGIORNAMENTO:
Per chi volesse farsi una idea da solo, su YouTube c’è il video.
Il giornale La Provincia segnala l’iniziativa comON WiFi che si propone di coprire la città di WiFi appoggiandosi alla connessione degli esercizi commerciali.
La connessione è gratuita ma limitata ad una sola ora al giorno; richiede una prima registrazione e poi un login con nome utente e password.
L’iniziativa è nata all’inizio di febbraio, ma fino ad ora hanno aderito solo un negozio di abbigliamento, un parrucchiere e tre caffè.
A questo punto la mia città è pronta per organizzare il prossimo Festival delle Tecnologie Avanzate (sì, è una battuta).
Il futuro è intorno a noi, ma da un’altra parte. Riprendo il discorso sul thingsourcing per segnalare che il progetto dei semafori di Lugano che si parlano tra di loro è iniziato nel settembre 2007 ed è descritto in dettaglio nel rapporto GIT – Gestione Informatizzata del traffico, di affascinante lettura. Quote of note:
I punti cardine del nuovo sistema di regolazione semaforica del Polo luganese sono i seguenti:
- sarà costruito sulla base della nuova rete stradale del Luganese (piano della viabilità);
- lungo tutta la corona del polo vengono definite delle porte di ingresso regolate con impianti semaforici;
- tutti i semafori appartenenti alla rete stradale del polo saranno collegati e dovranno interagire tra di loro;
- dovrà offrire una gestione coordinata dei diversi modi di trasporto senza trascurare gli utenti più vulnerabili (pedoni e ciclisti);
- dovrà essere flessibile per adattamenti futuri effettuati direttamente dal gestore degli impianti sulla base di modifiche alla rete viaria o alle mutate condizioni del traffico;
- dovrà offrire standard industriali e tecnologici indipendenti dal costruttore;
- permetterà l’effettuazione di conteggi e censimenti del traffico direttamente dalla centrale;
- permetterà una distinzione e totale integrazione tra fornitura hardware (apparecchi di comando, calcolatore) e programmazione (tramite parametrizzazione e linguaggi standard);
- dovrà poter essere aggiornabile seguendo l’evoluzione tecnologica;
- dovrà offrire una integrazione della gestione dei diversi mezzi di trasporto e sistemi informativi;
- dovrà poter essere gestito in continuazione da un ufficio/ente apposito sovracomunale o con competenza tale;
- dovrà garantire una gestione semplificata sia dal lato operativo che concettuale.
Inoltre il funzionamento del sistema dovrà tener conto dei seguenti aspetti:
- la programmazione dei singoli nodi dovrà essere in grado di “leggere” il traffico presente e determinare, nell’ambito di parametri minimi e massimi prefissati, l’assegnazione dei verdi; la microregolazione avviene quindi in funzione del numero di veicoli che impegnano l’incrocio e delle eventuali code presenti;
- la gestione tra i diversi incroci (smaltimento code, coordinamento) potrà avvenire con un dialogo diretto tra i regolatori dei nodi interessati o tramite un algoritmo gestito dalla centrale;
- compito della centrale sarà anche di evitare un eccessivo afflusso di traffico dall’esterno oltre le porte (funzione di dosaggio e eliminazione di code interne) favorendo un deflusso rapido dall’interno;
- dovrà essere possibile la rilevazione dei veicoli tramite sistemi video (su strade rettilinee è possibile rilevare la lunghezza di code fino a 100/150 metri);
- i protocolli di nuova generazione (OCIT-Open communication interface for road traffic control systems) dovranno essere adottati, i linguaggi di programmazione scelti in funzione delle esigenze tra quanto presente sul mercato o costruiti ad hoc e comunque indipendenti dalle scelte hardware;
- la gestione del trasporto pubblico dovrà essere effettuata con sistemi via radio (boe di posizionamento, GPS ecc.) e essere in grado di elaborare priorità in funzione del tipo di corsa e del rispetto dell’orario (anticipo/ritardo);
- dovrà essere possibile l’uso di semafori (lanterne) a LED abbassando così i costi di manutenzione e gestione.
Riassumendo, la nuova regolazione semaforica del Luganese dovrà:
- sentire il traffico;
- elaborare una strategia;
- intervenire in modo coordinato e rapido;
- produrre degli effetti misurabili.