Le lotterie gratis sulla internet

Le lotterie, è noto, vendono una speranza che si accende nel momento dall’acquisto del biglietto, e che si spegna nel momento dell’estrazione.

Quanto costa questa speranza? E’ gratis! dice un concorsino che gira per i social networks in questi giorni. Che significa: tu sei la merce che viene scambiata. Leggi il regolamento e trovi il prezzo vero:

CONFIDENTIALITY:
By entering, the information you provided may be sent to promotional partners identified in this promotion. You may be contacted by the Sponsor and/or any promotional partners with future promotional offers. Information provided by you to participate in this Sweepstakes is subject to Sponsor’s privacy policy located at http://www.AppSumo.com/privacy/

Mi sembra cara.

Appunti dalla Blogfest 2011

Mordi e fuggi ieri alla BlogFest di Riva del Garda.

Grande dispiego di gadget, di sponsor e di telecamere. Social viral ninja marketing a pacchi, grossi pacchi. Tempo stupendo, peccato non aver portato il costume.

L’amministratore delegato di una società di telecomunicazione monopolista dell’ultimo miglio e oligopolista di tutto il resto parla (a proposito della internet a carbonella) di servizio best effort come se fosse una cosa naturale. Tipo: vai al ristorante, ordini spaghetti alla bottarga e  ti portano un uovo sodo ma paghi il prezzo pieno. Se protesti ti rispondono che il servizio è best effort.  Se lo possono permettere perché sono monopolisti, tant’è vero che lo stesso amministratore, parlando di un mirabolante aggeggio da attaccare alla tele che doveva fare furore e che nessuno ha voluto, ammette che il cliente, potendo scegliere, pretende la perfezione e l’aggeggio non era ancora abbastanza perfettissimo. Più tardi Chettimar suggeriva che un servizio best effort andrebbe anche pagato best effort: la bolletta è da 150 Euri ma oggi ne ho in tasca 20 quindi fateveli bastare.

L’intervista a due testate online mi ha prima depresso, là dove si ammetteva candidamente di essere pronti al boxino morboso in caso di calo di ascolti; poi mi ha rincuorato, quando si è detto che le inchieste puntute hanno fatto importanti picchi di visitatori. Sono convinto che la gnocca è l’arma della disperazione; è una scorciatoia che funziona a breve ma distrugge l’unica cosa preziosa che può avere una testata: la reputazione. L’articolo più letto, la foto più cliccata (“paracadutiste nude”) dovrebbero essere prese a indicazione di cosa non fare. Ricordatevi di Foster Wallace.

Ho partecipato al torneo di calcetto in coppia con Andrea e non ho vinto, ma ho goduto parecchio. Grande fair play in campo, partite tiratissime sotto il sole e tre cambi di maglia. Non mi divertivo così tanto dai tempi dell’oratorio.

Una nota casa automobilistica faceva provare dei SUV e ci sono salito sopra con Andrea, che si è messo a fare sbandate in un parcheggio sterrato sollevando enormi nuvole di polvere bianca. I presenti non hanno affatto apprezzato e ce la siamo filata in fretta.

La Fata Carabina sta passando a un nuovo CMS, al giornale, dove (udite!) si occuperà non solo del testo ma anche delle foto, e mi ha promesso che racconterà la sua esperienza in un post.

E infine la cosa più bella: ho ritrovato di persona i tanti amici che leggo giornalmente: baci, abbracci, strette di mano, saluti e chiacchiere, chiacchiere e pettegolezzi. Grazie a tutti, grazie davvero; e grazie anche a Gianluca Neri che ha reso possibile tutto questo.

AGGIORNAMENTO:
Andrea Beggi ha scritto un post che in qualche modo risuona con quanto hai appena letto qui.

RI-AGGIORNAMENTO:
Andrea Perotti aggiunge una nota sul fatto che “non può esistere una internet senza regole”. Il fatto che il nostro monopolista si becchi una multa quasi a ogni campagna pubblicitaria (e Quintarelli ne ha scritto più volte) ti dice molto su come veramente stanno le cose nel rapporto tra l’azienda e i suoi clienti.

RI-RIAGGIORNAMENTO:
Per chi volesse farsi una idea da solo, su YouTube c’è il video.

WiFi gratis in centro a Como

Il giornale La Provincia segnala l’iniziativa comON WiFi che si propone di coprire la città di WiFi appoggiandosi alla connessione degli esercizi commerciali.

La connessione è gratuita ma limitata ad una sola ora al giorno; richiede una prima registrazione e poi un login con nome utente e password.

L’iniziativa è nata all’inizio di febbraio, ma fino ad ora hanno aderito solo un negozio di abbigliamento, un parrucchiere e tre caffè.

A questo punto la mia città è pronta per organizzare il prossimo Festival delle Tecnologie Avanzate (sì, è una battuta).

I semafori di Lugano

Il futuro è intorno a noi, ma da un’altra parte. Riprendo il discorso sul thingsourcing per segnalare che il progetto dei semafori di Lugano che si parlano tra di loro è iniziato nel settembre 2007 ed è descritto in dettaglio nel rapporto GIT – Gestione Informatizzata del traffico, di affascinante lettura. Quote of note:

I punti cardine del nuovo sistema di regolazione semaforica del Polo luganese sono i seguenti:

  • sarà costruito sulla base della nuova rete stradale del Luganese (piano della viabilità);
  • lungo tutta la corona del polo vengono definite delle porte di ingresso regolate con impianti semaforici;
  • tutti i semafori appartenenti alla rete stradale del polo saranno collegati e dovranno interagire tra di loro;
  • dovrà offrire una gestione coordinata dei diversi modi di trasporto senza trascurare gli utenti più vulnerabili (pedoni e ciclisti);
  • dovrà essere flessibile per adattamenti futuri effettuati direttamente dal gestore degli impianti sulla base di modifiche alla rete viaria o alle mutate condizioni del traffico;
  • dovrà offrire standard industriali e tecnologici indipendenti dal costruttore;
  • permetterà l’effettuazione di conteggi e censimenti del traffico direttamente dalla centrale;
  • permetterà una distinzione e totale integrazione tra fornitura hardware (apparecchi di comando, calcolatore) e programmazione (tramite parametrizzazione e linguaggi standard);
  • dovrà poter essere aggiornabile seguendo l’evoluzione tecnologica;
  • dovrà offrire una integrazione della gestione dei diversi mezzi di trasporto e sistemi informativi;
  • dovrà poter essere gestito in continuazione da un ufficio/ente apposito sovracomunale o con competenza tale;
  • dovrà garantire una gestione semplificata sia dal lato operativo che concettuale.

Inoltre il funzionamento del sistema dovrà tener conto dei seguenti aspetti:

  • la programmazione dei singoli nodi dovrà essere in grado di “leggere” il traffico presente e determinare, nell’ambito di parametri minimi e massimi prefissati, l’assegnazione dei verdi;  la microregolazione avviene quindi in funzione del numero di veicoli che impegnano l’incrocio e delle eventuali code presenti;
  •  la gestione tra i diversi incroci (smaltimento code, coordinamento) potrà avvenire con un dialogo diretto tra i regolatori dei nodi interessati o tramite un algoritmo gestito dalla centrale;
  • compito della centrale sarà anche di evitare un eccessivo afflusso di traffico dall’esterno oltre le porte (funzione di dosaggio e eliminazione di code interne) favorendo un deflusso rapido dall’interno;
  • dovrà essere possibile la rilevazione dei veicoli tramite sistemi video (su strade rettilinee è possibile rilevare la lunghezza di code fino a 100/150 metri);
  • i protocolli di nuova generazione (OCIT-Open communication interface for road traffic control systems) dovranno essere adottati, i linguaggi di programmazione scelti in funzione delle esigenze tra quanto presente sul mercato o costruiti ad hoc e comunque indipendenti dalle scelte hardware;
  • la gestione del trasporto pubblico dovrà essere effettuata con sistemi via radio (boe di posizionamento, GPS ecc.) e essere in grado di elaborare priorità in funzione del tipo di corsa e del rispetto dell’orario (anticipo/ritardo);
  • dovrà essere possibile l’uso di semafori (lanterne) a LED abbassando così i costi di manutenzione e gestione.

Riassumendo, la nuova regolazione semaforica del Luganese dovrà:

  • sentire il traffico;
  • elaborare una strategia;
  • intervenire in modo coordinato e rapido;
  • produrre degli effetti misurabili.