Chiarimento: Bzzers è una porcheria

Leggo da Giovy quanto segue:

…sono assolutamente lecite le osservazioni di Gaspar sulla “non perfetta trasparenza” di chi c’è dietro Bzzers, ma personalmente NON propenderei per stroncare Bzzers a causa di una mancata o carente comunicazione aziendale

Capisco quindi che forse non mi sono spiegato bene, e allora chiarifico: Bzzers è una porcheria mascherata da community. Ripeto qui quello che ho detto nei commenti di Giovanni

Giovy,il mio rilievo sulla trasparenza della proprietà è solamente una delle moltissime cose che non mi piacciono in questa storia.

Parliamo anche di soldi, per esempio. I responsabili di Bzzer vengono pagati dalle aziende di cui promuovono i marchi? Quanto esattamente? Mi pare una domanda fondamentale a cui il sito non risponde affatto.

E a seconda di come rispondono, varia il mio giudizio: da “una comunità di sciocchini che si occupano di cose futili” fino a “un branco di fessi che si lasciano abbindolare da qualche perlina colorata e vengono usati* per arricchire il furbone di turno”.

Capisci anche tu che c’è una grande differenza.

Il sito dice: “Realizza una Campagna – Sperimenta un nuovo modo di far conoscere il tuo brand: scopri i vantaggi del Passaparola. Contatta Bzzers”. Tu che ne deduci? Questo servizio è gratis o a pagamento? E a me fesso che ci casco, che me ne viene? Il prestigio di partecipare a una campagna prestigiosa? Il privilegio di partecipare all’estrazione di un nagottino d’oro? Ma per favore.

* Invece di “usati” la parola giusta è “adoperati” nella sua accezione amorosa, come in: “vieni qui che ti adopero”.

Come hai detto? Buzzurrers? Buzzicos?

Qualcuno, che evidentemente non mi ha mai letto prima, mi invita a un ennesimo social network con una mail che dice “Scopri per primo nuovi prodotti e servizi e incontra persone che condividono i tuoi interessi“; Mi incuriosisco e vado a vedere il sito.

Scopro trattarsi di una “community di passaparola” dove posso “guadagnare punti, crescere di livello e partecipare a campagne sempre più prestigiose“.

Tradotto in italiano: perline colorate in cambio di oro.

Mi chiedo: ma chi è il furbacchione che ha escogitato questa volpata? Vado a vedere la pagina “About” e leggo: “Bzzers è stata fondata da Eikon Strategic Consulting Ltd, una società internazionale che riunisce psicologi sociali, antropologi, consulenti strategici, comunicatori, esperti del Web 2.0. Tra i suoi clienti molte tra le più grandi aziende italiane, europee e nord americane“. Accidenti, roba grossa!

Manca il link alla “Eikon Strategic Consulting Ltd” ma poco male, dirai tu, c’è Google. Solo che Google non trova il sito.

Google trova un singolo riferimento: la pagina Linkedin di Francesco D’Orazio, che si dichiara Project Manager at Bzzers and Eikon Strategic Consulting Ltd. (11-50 employees) da ben 11 mesi.

Allora Francesco:
Hai avuto l’idea della tua vita, perché ti nascondi? Perché non dire forte e chiaro, e con legittimo orgoglio, “Bzzers sono io”? Ti pare il modo giusto di cominciare una community, o una relazione qualunque? raccontando le bugie? Non è bello.

E scusa se mi faccio gli affari tuoi, ma sei stato tu a cominciare.

Il Piano di Magadino

Il Piano di Magadino (qui qualche bella foto) è una pianura fertilissima tra Locarno e Bellinzona. Un referendum popolare potrebbe riuscire a impedire che una nuova superstrada lo tagli in due, portando nuovo traffico e inquinamento e insediamenti industriali, eccetera eccetera.

Ti segnalo il sito vialastrsadadalpiano.ch per l’uso intelligente delle mappe di Google, ma soprattutto per la totale assenza di retorica, volgarità, populismo: ci vedo un forte desiderio di informare e nessuna voglia di predicare.

E di questi tempi…

Mestieri interessanti

Ascoltavo distrattamente il TG, quando mi ha colpito questa notizia:

Sgominato giro di prostituzione in bordelli di lusso, grazie ad agenti infiltrati che si sono finti clienti.

Le indagini sono durate più di un anno…

– Li arrestiamo?
– Calma Commissario, non prendiamo decisioni affrettate.

C’è da fidarsi dei blog aziendali?

Non di quelli delle grandi aziende come Microsoft, si direbbe:

“The point: Microsoft customers and partners and the news media should do more filtering and analysis of the company’s communications, particularly employee blogs. Many of the blogs are not as unfiltered as they might seem. Microsoft isn’t alone in this practice. For example, Adobe, IBM and Sun blogs clearly have some PR objective. Microsoft stands above the rest, in part because of the sheer number of employee bloggers.”

C’è una tendenza ben precisa da parte dell’azienda a condizionare e coordinare il messaggio.

Il punto è che questo sforzo è subito palese.