Media relation

Media relation: le nuove sfide è il panel al quale sono stato invitato da Luca Conti, assieme a Vincenzo Cosenza e a Manuela Kron di Nestlé. L’appuntamento è alle ore 10.00 di giovedì 14 aprile presso la Sala Lippi della Unicredit di Perugia.

Si parlerà di media, di PR e di aziende: io cercherò di portare la mia esperienza di destinatario. Da fuori io vedo molta buona volontà, molta confusione e non altrettanta professionalità. La filiera è esplosa, i media sono in crisi, l’adience ti risponde male o ti ignora: insomma, sono tempi interessanti.

Shlomo Mintz a Milano

Questa sera al Conservatorio di Milano il grande Shlomo Mintz, accompagnato al piano da Peter Jirikovsky, esegue tre Sonate di Ludwig van Beethoven:

  • no. 3 in Mi bemolle maggiore, dall’Opera 12 (1798)
  • no. 5 in Fa maggiore “La primavera”, Opera 24 (1801)
  • no. 7 in Do minore, dall’Opera 30 (1803)

Il giovane Beethoven è a Vienna dove si è conquistato grande fama di virtuoso al pianoforte. I critici invece storcono il naso e già  lo giudicano troppo strano.

Quello di stasera è uno dei concerti più importanti del 2011 a Milano. Se non hai il biglietto, presentati al botteghino alle otto e battaglia per uno dei pochi posti rimasti, che ne vale la pena.

My web is not their web

Continuando il discorso sul futuro di internet cominciato qui, mi trovo ad annuire vigorosamente verso Doc Searls quando dice:

Sorry, but no. My Web is not their Web. I’m tired of being shown. I’m tired of “experiences” that are “delivered” to me. I’m tired of bad guesswork — or any guesswork. I don’t want “scarily accurate” guesses about me and what I might want.

What I crave is independence, and better ways of engaging — ones that are mine and not just theirs. Ones that work across multiple services in consistent ways. Ones that let me change my data with all these services at once, if I want to.

I want liberation from the commercial Web’s two-decade old design flaws. I don’t care how much a company uses first person possessive pronouns on my behalf. They are not me, they do now know me, and I do not want them pretending to be me, or shoving their tentacles into my pockets, or what their robots think is my brain. Enough, already.

Grande Doc.