The Insidious Virus of Illegal Music Downloading

Ti avevo già segnalato il forte articolo di Courtney Love su come l’industria discografica sfrutta gli artisti. Riguardo a Napster, Courtney dice:

Recording artists have essentially been giving their music away for free under the old system, so new technology that exposes our music to a larger audience can only be a good thing. Why aren’t these companies working with us to create some peace?

There were a billion music downloads last year, but music sales are up. Where’s the evidence that downloads hurt business? Downloads are creating more demand.

Why aren’t record companies embracing this great opportunity? Why aren’t they trying to talk to the kids passing compilations around to learn what they like? Why is the RIAA suing the companies that are stimulating this new demand? What’s the point of going after people swapping cruddy-sounding MP3s? Cash! Cash they have no intention of passing onto us, the writers of their profits.

Tanto per essere giornalisticamente obiettivi, ti presento l’altra faccia: il presidente della National Academy of Recording Arts & Sciences, Michael Greene, durante la cerimonia di consegna dei Grammy Awards, e in diretta televisiva, ha fatto questo discorso:

No question the most insidious virus in our midst is the illegal downloading of music on the Net. It goes by many names and its apologists offer a myriad of excuses. This illegal file-sharing and ripping of music files is pervasive, out of control and oh so criminal. Many of the nominees here tonight, especially the new, less-established artists, are in immediate danger of being marginalized out of our business. Ripping is stealing their livelihood one digital file at a time, leaving their musical dreams haplessly snared in this World Wide Web of theft and indifference.

Nota la chiara, concisa semplicità del primo, e nota l’abbondanza di aggettivi emozionali del secondo.

Uno dei due ha la faccia come quella di Piero Picceni della Banca Popolare di Sondrio: ma da buon giornalista serio e obiettivo non ti dico chi

...ma ti do un aiutino.

Avviso ai markettari del web

A tutti i markettari del web, a tutti coloro che vendono positioning e brand awareness: nascondete ai vostri stupidi clienti questo articolo prima che capiscano che li avete presi per i fondelli. I punti salienti: Google ama i weblogs

Google ama i links dei weblogs e odia le pagine senza links

Google ama i weblogs che cambiano ogni giorno e odia le pagine che non cambiano mai

Tutto questo ha una profonda influenza sui risultati di una query, influenza che si estende ben oltre il mondo dei weblogs. Google come forma di democrazia diretta?

Panicucci mi ha spammato, e sono felice!

Stamattina nella posta ho ricevuto una UCE, unsolicited commercial email, e non me la sono presa, anzi ho risposto ringraziando. Non ci credi? Leggi:

Oggetto: Richiesta consenso

Con la presente intendiamo richiederVi, in conformità alle vigenti norme della Netiquette e della privacy, l’autorizzazione a mandarVi una comunicazione commerciale riguardante la nostra attività di Taxi N.C.C., Bus, Parcheggio (in Milano Malpensa) ed Aerotaxi.

In caso di Vostro assenso riceverete una mail; se manifesterete un esplicito dissenso, oppure non risponderete a questa mail, non riceverete nostre ulteriori comunicazioni.

Cordiali saluti.

info@panicuccitaxi-parking.com

www.panicuccitaxi-parking.com

PANICUCCI ALBERTO E FIGLI s.r.l.

via Pastrengo, 1

21019 Somma Lombardo (VA) Italy

tel +39-0331-250.423

fax +39-0331-250.843

Mi metterei a singhiozzare dalla commozione. Alberto Panicucci ha capito tutto, e la Banca Popolare di Sondrio non ha capito niente! Eppure non è difficile.

Ma cos’è il blog?

Interessante discussione su cos’è il blog: giornalismo istantaneo? diario? esercizio di vanità? Secondo me la definizione corretta è “personal publishing” a costo zero. Quando avremo tutti la fibra ottica a un giga, la mia webcam diventerà “personal TV” e potrò scegliere tra tre milioni di canali invece dei trenta di adesso. Ci sarà da divertirsi!

Mentre Heather perde il suo lavoro per avere liberamente descritto i suoi colleghi nel suo weblog, il giornalista Andy Sullivan scopre che il blog non ha padroni e quindi gli permette una totale libertà di parola:

What it basically means is that a writer no longer needs a wealthy proprietor to get his message across to readers. He no longer needs an editor, either. Psychologically, this is a big deal. It means a vast amount of drivel will no doubt find its way to the web. But it also means that a writer is finally free of the centuries’ old need to suck up to various entities to get an audience.

Il giornalismo della carta stampata sta al weblog come il treno sta all’automobile?