Maestrini, sono dieci anni che dite questa cosa

Dieci anni fa linkavo un post dei Maestrini: L’ingenuità del giudizio. Quote of note:

“qualunque valutazione di merito dei contenuti e del valore di un media sociale è, nella migliore delle ipotesi, ingenua: quel che si valuta è in realtà la propria personale selezione e la propria capacità di trovare persone interessanti, o di trovare interessanti le persone”

Questa cosa dovrebbe essere spiegata a scuola ai bambini, perché i grandi ancora fanno fatica a comprenderla.

Pas de grand homme pour son amis de Facebook

Se sei una persona normale:

  1. Come tutti, sei a volte stupido e a volte intelligente.
  2. Se non fai più differenza tra pubblico e privato, prima o poi sarai stupido in pubblico. Pas de grand homme pour son amis de Facebook.
  3. Dato che non ci sono filtri all’ingresso, sul web troverai la stessa proporzione di stupidaggini che nel mondo fisico.
  4. Una dose moderata di stupidaggini da parte dei tuoi contatti è tollerabile, e compensa quelle che hai sparato tu.
  5. Diversamente dal mondo fisico, sul web è possibile rimediare facilmente in caso di recidivia.

stupid

Se invece gestisci una pagina che fa grandi numeri per una qualche notorietà o per bisogno di entrate pubblicitarie, inevitabilmente attirerai i pazzi più scatenati con i commenti più orribili. Mi dispiace per te, ma è un problema tutto tuo che non mi tocca. Auguroni.

Dar voce è diverso da prestare orecchio

Certo che se tu la pensi nei vecchi termini di scarsità e di selezione a monte, il fatto che l’imbecille sia sullo stesso piano del premio Nobel e che ne abbia la medesima visibilità, è una sciagura terribile.

Ma basta un minimo di frequentazione del web per sapere che i cretini esistono solo quando te li vai a cercare espressamente (tra parentesi, perché lo fai? curiosità antropologica o ti piace sentirti superiore?).

E persino nel mondo fisico, questa mattina in treno ero seduto accanto a due giovani donne che si confidavano problemi d’amore con totale sprezzo della privacy e del riassunto: “Io gli faccio ‘Allora?’ e lui mi fa ‘Eh’ e io gli faccio ‘Beh?’ e lui mi prende la mano e fa ‘Eeeeee’ (etc. etc.)”. Dopo pochi secondi avevo in cuffia le Godberg di Perahia e ho trascorso il resto del viaggio nella più totale felicità.

Per finire, come direbbe una mia cara amica di Taranto:

“Lo que Juan dice de Pedro, dice más de Juan que de Pedro”

 

Analisi delle ricerche su Wikipedia con R

Matteo Renzi (Wikipedia Italia) 2010-2014
Renzi_it

 

Giuseppe Civati (Wikipedia Italia) 2010-2014

Civati_it

 

Barack Obama (Wikipedia Italia) 2010-2014

Obama_it

Gianni Morandi (Wikipedia Italia) 2010-2014

Morandi_it

Occhio alle differenze di scala; e chissà se sei in grado di individuare le ragioni dei diversi picchi.

Tramite il sito stats.grok.se è possibile analizzare le statistiche di traffico degli articoli di Wikipedia, ma solo un mese alla volta.

Per fortuna c’è R, il linguaggio funzionale più amato dai quant, che con questo piccolo script ti permette di scaricare e di rappresentare graficamente un periodo qualsiasi per una chiave di ricerca qualsiasi in una qualsiasi lingua.

Come dire: Excel è fantastico, ma ha i suoi limiti.