Arduino: il grafico delle temperature

ArduTemp

Per cucinare il grafico della temperatura della mia camera da letto, ho impiegato i seguenti ingredienti:

  • Un Arduino 2009 con Internet Shield
  • Un sensore analogico di temperatura LM35
  • Un database MySQL su Amazon Web Services (gratis) su cui registrare i dati ogni 10 minuti
  • MySQL Workbench (gratis) per creare e gestire il database e la tabella
  • Un account su Temboo (gratis fino a 1000 calls/mese)) per trasferire i dati da Arduino a MySQL
  • MySQL for Excel (gratis) per riversare i dati raccolti in un foglio di Excel
  • Excel 2013 per trasformare i dati del sensore in gradi centigradi e creare la media oraria con relativo grafico.

La ricetta ha molti passaggi ma non è complicatissima. Richiede qualche conoscenza di programmazione, di SQL e di Excel, oppure richiede il tempo di fare numerosi errori, consultare gli innumerevoli manuali presenti in rete, riprovare con maggiore fortuna.

E’ un buon inizio e sono soddisfatto, ma c’è molto da migliorare.

Il fatto è che avevo già in casa un server MySQL sul Raspberry Pi, e il Raspberry ha i suoi bei pin di input/output. Ma ho scoperto che i PIO del Rasberry sono digitali, mentre il mio sensore è analogico. Morale: comprerò un sensore di temperatura digitale (tipo questo) e riproverò con una soluzione più diretta e più elegante.

Nel frattempo: come spiegare il picco delle ore sei?

AGGIORNAMENTO:

MySQL for Excel è fantastico e funziona perfettamente; inoltre importa automaticamente le connessioni create con MySQL Workbench; ma alla terza volta che riscaricavo i dati per aggiornare il grafico mi sono stufato.

Ho invece installato il driver ODBC per MySQL, e adesso la pivot si aggiorna direttamente dal database, senza passaggi intermedi e senza dove ogni volta rifare il lavoro. Molto meglio.

Da Spark a Google Spreadsheets: una storia d’amore con finale tragico

Temp/light sensor

Una delle cose interessanti dello Spark (il simil-Arduino con WiFi integrato) è che pubblica automaticamente nel cloud il suo stato.

Una delle cose interessanti di Google Spreadsheets è che è programmabile, e gli puoi chiedere di prendere i dati da una url:
Gdocscript

Metti insieme le due cose, e questo è il risultato:

gdocsresult

Ero molto contento della scoperta, che mi apriva nuovi e mirabolanti orizzonti. Poi sono andato ad automatizzare il tutto, creando un trigger che mi eseguisse automaticamente lo script ogni 15 minuti:

Gdocstrigger

E qui il bel sogno è svanito. Il trigger di Google Drive non funziona, oppure funziona quando vuole lui. Una veloce ricerca mi ha confermato che è un problema comune a tutti quelli che ci hanno provato.

Morale: bisogna cercare altre strade. Per esempio, alimentare direttamente un database MySQL tramite Temboo.

 

Tutti gli oggetti elettrici saranno connessi: l’han già fatto!

Scopro grazie alla preziosa segnalazione di AndreaR (e condivido qui con te) che il mio sogno è stato già realizzato in Svizzera!

Il Progetto S2G si propone appunto di ottimizzare il consumo di elettricità non con faraonici investimenti dal lato della produzione ma con un approccio bottom-up:

Questo concetto di Smart-Grid, basato su un’intelligenza decentralizzata, è interessante poiché non necessità grandi investimenti di infrastrutture di comunicazione e non pone problemi di privacy, evitando il controllo del consumatore da parte da un organismo centralizzato di gestione di rete.

Infatti il progetto S2G implica che i nuovi apparecchi (caricatore dell’auto elettrica, aria condizionata, lavatrice, ecc.) siano equipaggiati con un piccolo dispositivo elettronico che misura frequenza e tensione di rete, stabilendo se la rete globale è in sovrapproduzione o meno. In questo modo ogni apparecchio saprà autoregolarsi in base alle esigenze dell’utente: per esempio raffreddando l’ambiente di qualche grado in meno o ritardando di alcuni minuti l’inizio della ricarica dell’auto elettrica.

Questo concetto mira a risparmiare i costi di una infrastruttura sofisticata richiesta da un modello di Smart-Grid centralizzato e ad utilizzare meglio la rete attuale disponibile, in quanto sarà possibile distribuire meglio i picchi di carico sull’arco della giornata, evitando anche di costruire nuove centrali in futuro.

Il progetto prevede una seconda parte, che dovrebbe essere partita a inizio 2012, in cui le case vengono dotate di batterie capaci di stoccare elettricità localmente nei momenti di basso consumo, per poi cederla nei momenti di picco.

Sono molto curioso di conoscere i risultati e gli sviluppi futuri di questa iniziativa. Purtroppo la sezione News del sito è ferma a novembre 2010, e rimanda ad account di Twitter e Facebook desertici.

Tutti gli oggetti elettrici saranno connessi a internet

Per esempio, quando tutti gli oggetti elettrici di casa tua saranno connessi a internet, il loro consumo di corrente sarà negoziato di volta in volta con il contatore, che sarà anche lui connesso a internet, e con l’Enel.

Alla lavatrice dirai “lava entro domani alle otto”: lei aspetterà che il forno finisca prima di partire e prenoterà con l’Enel  il momento meno caro per lavare.

Risultato: verranno livellati i picchi sia del consumo che della produzione, con risparmi che potrebbero essere importanti. Tieni presente che la bolletta energetica italiana nel 2011 è stata di 60 miliardi di Euro, quindi ogni singolo punto percentuale risparmiato varrebbe ben 600 milioni di Euro.

Spannometricamente, un risparmio annuale del 5% basterebbe da solo in sette anni a ripagare i 20 miliardi di Euro necessari alla copertura in fibra ottica di tutta l’Italia.