Il web è morto? Al contrario, non è ancora nato

Nel 1995, quando la gestione di internet è passata in mano ai privati, il modello predominante era quello televisivo, in cui poche stazioni trasmettono contenuti a molti consumatori. Di conseguenza, al consumatore bastava una connessione asimmetrica in cui la velocità di invio era una frazione della velocità di ricezione; da una parte c’erano i pochi server web, con nome e indirizzo, e dall’altra i tanti anonimi client.

Lo sviluppo di internet è però andato da un’altra parte, verso un modello più affine al telefono che alla TV. Quattrocento milioni di persone che usano Facebook, qualsiasi cosa tu ne pensi,  dicono chiaramente che nell’uomo c’è un fortissimo bisogno di socialità, e che internet è lo strumento che soddisfa questo bisogno.

In questo modello ogni singolo nodo pubblica tante informazioni quante ne riceve, e quindi ha bisogno di due cose:

  • una connessione simmetrica
  • un indirizzo esclusivo

La diffusione della connessione in fibra a 1GB simmetrico con indirizzo fisso IPv6. sarà il primo passo verso il vero sviluppo del web. Da quel momento in poi si apriranno così tante nuove possibilità che neanche riesco a sognarle adesso. Altro che la morte del web.

43 risposte a “Il web è morto? Al contrario, non è ancora nato”

  1. Claudio, la verità è che non ho letto l’articolo e il mio è un commento più generale, sul fatto che stiamo a discutere di un fiore che non è ancora sbocciato 🙂

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  2. Claudio, la verità è non ho letto l’articolo e il mio è un commento più generale, sul fatto che stiamo a discutere di un fiore che non è ancora sbocciato 🙂

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  3. Gaspar, il fiore è sbocciatissimo. Il punto è che (credo) Internet stia paradossalmente ritornando quello che era all’inizio e cioè una piattaforma su cui appoggiare servizi, e non solo un sinonimo sbagliato di "web" (le famose pubblicità imbecilli "Internet + Email a 10€", per esempio). Il fatto poi che la maggior parte di questi servizi userà HTTP come protocollo e non – per dire – FTP o Gopher, beh, è un dettaglio. No, nessuno ha detto che il web è morto nel senso che dici tu.

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  4. Gaspar, il fiore è sbocciatissimo. Il punto è che (credo) che Internet stia paradossalmente ritornando quello che era all’inizio e cioè una piattaforma su cui appoggiare servizi, e non solo un sinonimo sbagliato di "web" (le famose pubblicità imbecilli "Internet + Email a 10€", per esempio). Il fatto poi che la maggior parte di questi servizi userà HTTP come protocollo e non – per dire – FTP o Gopher, beh, è un dettaglio. No, nessuno ha detto che il web è morto nel senso che dici tu.

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  5. Gaspar, il fiore è sbocciatissimo. Il punto è che (credo) che Internet stia paradossalmente ritornando quello che era all’inizio e cioè una piattaforma su cui appoggiare servizi, e non solo un sinonimo sbagliato di "web" (le famose pubblicità imbecilli "Internet + Email a 10€", per esempio). Il fatto poi che la maggior parte di questi servizi userà HTTP come protocollo e non, per dire, FTP o Gopher, beh, è un dettaglio. No, nessuno ha detto che il web è morto nel senso che dici tu.

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  6. Gaspar, il fiore è sbocciatissimo. Il punto è che (credo) che Internet stia paradossalmente ritornando quello che era all’inizio e cioè una piattaforma su cui appoggiare servizi, e non solo un sinonimo sbagliato di "web" (le famose pubblicità "Internet + Email a 10€", per esempio). Il fatto poi che la maggior parte di questi servizi userà HTTP come protocollo e non, per dire, FTP o Gopher, beh, è un dettaglio. No, nessuno ha detto che il web è morto nel senso che dici tu.

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  7. "aaahhh" come in "ah, beh, si beh" in risposta al riassunto di Alessio sull’articolo di wired. Prima o poi leggero’ anche il tuo post, prometto!

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  8. il web probabilmente deve ancora dimostrare tutta la sua potenzialità, e l’articolo di Wired dice cose senza senso mettendo insieme dati che insieme non dovrebbero starci.
    mi chiedo però, anche a fronte di altre simili chiacchierate su qualche social network, se abbiamo imparato ad usarlo e sfruttarlo al meglio, se tutte queste potenzialità, social network in primo luogo, siano utilizzate per fare altro che chiacchierare del più e del meno come accadeva ai tempi delle stanze su msn.

  9. Definitivo sulla questione, secondo me. Ma questo benedetto giga simmetrico bisogna guadagnarselo, caro Gaspar, non trovi? Mobilitandosi forse in qualche modo, divulgandone la fattibilità ecc… Quintarelli potrebbe essere d’aiuto, credo.

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  10. E perché no, Max, chiediamocelo 🙂 A me non pare che il tema sia così diverso da quello delle altre reti (stradale, ferroviaria, energia, acqua…), tanto per buttare lì un primo indizio di come la penso al riguardo.

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  11. Già, le altre reti. Immagina che le autostrade abbiano due corsie con limite di 30 kmh in andata, e una sola corsia con limite 5 kmh in ritorno: chi le userebbe? La Società Autostrade dice che non fa l’upgrade perché tanto il pubblico non è interessato. Io dico metti dappertutto tre corsie con limite a 130 kmh, vedrai che il traffico arriva.

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  12. Si ma la’ dove le Autostrade sono gratis e’ 2000 anni che le stanno costruendo e ammodernando e non le finiranno mai! Xd

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  13. anzi, se non erro alcuni tratti che erano gratis per la questione dei 25 anni sono tornati a pagamento

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  14. a me l’ipv6 con indirizzo fisso piace sempre poco. privacy, tracciabilita’ etc. ma sono una vecchia nerd. e mi preoccupo.

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  15. Susan, sono sicuro che assieme a IPv6 avremo strumenti di anonimizzazione molto più facili da usare di quelli attuali, e maggiore controllo sui nostri dati personali.

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  16. se l’adsl costasse quanto paghiamo le autostrade ci sarebbe la rivoluzione… e parecchie delle altre reti citate sono state costruite in monopolio con i soldi statali, poi privatizzate (e adesso costano molto). mi chiedono più di 10 euro per fare torino-milano, *una* volta. o quasi 20 per torino-bardonecchia. la fibra? ok, banda ultralarga e simmetrica a partire da 500 euro/mese, chi ci sta?

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  17. il pricing dei podotti è basato sui modelli di utilizzo. se vendo connessione a te ha un prezzo, se vendo connessione a te e tutti quelli che vuoi ne ha un altro perchè il primno obbiettivo del prezzo è recuperare il costo per cui una stima di utenti ‘paganti’ ci eve essere, no? (e qui torniamo al punto iniziale: siamo disposti a pagare per velocità che richiedono investimenti miliardari?)

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  18. @Gaspar, mi hai tolto i tastini dai polpastrelli: MAX, pure io! a patto che poi possa condividerla come mi pare! Il prezzo si fa al kilo, caro Max: la connettività è una commodity e tale deve restare: tu fissami un prezzo per una quantità, e poi sono fatti miei. Quando compero un kg di prosciutto il salumaio non vuole sapere se me lo mangio tutto io o lo divido con altri. L’unico motivo per cui – sorry Max – i MNO si attaccano a questa storia dei "modelli di utilizzo" risiede nel fatto che non vogliono rassegnarsi a fare i "carrier", e pretendono di incorporare "valore aggiunto" in una cosa che "valore aggiunto" non ha e non deve avere: fate i tubi, teneteli puliti, e fatevi pagare per quello, stop. Volete guadagnare ancora di più? Inventatevi altre cose, e non barriere e deviazioni nei tubi.

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  19. Faccio riferimento ad un mercato di commodity che conosco la rete elettrica. Qui in Italia abbiamo varie forme di fornitura e tu in pratica decidi solo la potenza massima che vuoi. Negli altri paesi invece c’è anche la possibilità di fare anche un ulteriore selezione, in base alla qualità delle armoniche della corrente il THD (http://en.wikipedia.org/wiki/Total_harmonic_distortion) che per certe produzioni industriali è utile avere. In Italia questo mercato non è mai stato sviluppato perché nessuno vuole pagare per la "qualità", si preferisce pagare dei filtri, costosi, in ingresso ed in uscita.

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  20. Salve, ho letto un suo articolo circa una multa ricevuta da trenitalia per un cambio prenotazione. vorrei parlarle in privato in quanto ho avuto una disavventura molto simile. grazie

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  21. Bob, non potevi dirlo meglio: “La cosa mi ricorda quando qualche anno fa avvenne il sorpasso tra banda utilizzata per la mail e per la navigazione, qualche frescone preconizzò la morte definitiva della posta elettronica…”

  22. Premessa: non leggo wired. Dell’articolo di Gaspar condivido l’idea che la banda a casa debba essere simmetrica. Non necessariamente tanta ma simmetrica e garantita, solo quando tutti saremo uguali sarà una vera Internet. Questo lo vado scrivendo e dicendo da anni ma non conto nulla quindi … continuerò a ripeterlo fino a quando mi prenderanno per un vecchio cretino con l’arterio.

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  23. a me piacerebbe gestirmi i miei domini a casa mia su un mio server pagando solo la connessione, sarò strano ma ho già la mia VPN, il mio server di posta e altri piccoli servizi per essere a casa anche quando sono fuori casa se avessi maggiore banda entrante magari … e comunuque io ho già IP fisso e banda garantita in upload e download

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  24. stefano, appunto: le soluzioni ci sono già oggi (e servono allo 0,0000000000001% delle persone), sinceramente se dovessi puntare su una cosa punterei a dare a tutti una linea decente abbattendo il digital divide

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  25. @Massimo: probabilmente sarebbero pochissime le persone che userebbero la banda simmetrica come vorrei usarla io ma forse molte di più potrebbero partecipare a reti P2P per condividere contenuti (e sto pensando a cose legali come musica in CC, libri CC o non più coperti da copyright, distribuzioni Linux, software). Ovviamente sono daccordo con te che prima debba essere fatto uno sforzo per ridurre il digital divide. Ci avevano fatto credere che il WIMax e l’UMTS sarebbe stato usato per questo ma dal mio piccolo osservatorio non sembra così. Casa mia è coperta da ADSL, WIMax e UMTS/HDSPA mentre qualche chilometro più nell’entroterra vai di modem analogico. Tutto questo dimostra, ulteriormente, che Internet non è ancora sviluppata a sufficienza altro che morta.

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