Excel: sostituire i caratteri accentati

Speravo che con l’introduzione di Unicode (il draft proposal è del 1980!) queste cose non fossero più necessarie, e invece.

Anna si occupa delle registrazioni a conferenze con migliaia di partecipanti. Uno dei suoi problemi è l’elenco degli iscritti è composto in realtà da più elenchi compilati da più persone in più paesi con diversi layout di tastiera. Un altro problema è che gli elenchi contengono doppioni, ma scritti a volte in modo diverso.

In queste condizioni, un semplice “Rimuovi duplicati” non serve a nulla, occorre lo strumento “santa manina”. Ma una macro che rimuova tutti i caratteri accentati e li sostituisca con i corrispettivi non accentati aiuta per lo meno a sgrossare il lavoro. La metto qui, casomai dovesse servire ad altri:

Sub CaratteriSpeciali()

'Sostituisce tutti i caratteri accentati con il corrispondente non accentato

Const AccChars = "šžŸÀÁÂÃÄÅÇÈÉÊËÌÍÎÏÐÑÒÓÔÕÖÙÚÛÜÝàáâãäåçèéêëìíîïðñòóôõöùúûüýÿ"
Const RegChars = "szYAAAAAACEEEEIIIIDNOOOOOUUUUYaaaaaaceeeeiiiidnooooouuuuyy"

For i = 1 To Len(AccChars)
A = Mid(AccChars, i, 1)
B = Mid(RegChars, i, 1)
Selection.Replace What:=A, Replacement:=B, MatchCase:=True, SearchFormat:=False, _
ReplaceFormat:=False
Next

Selection.Replace What:="ß", Replacement:="ss", LookAt:=xlPart, _
SearchOrder:=xlByRows, MatchCase:=False, SearchFormat:=False, _
ReplaceFormat:=False

End Sub

La sostituzione di “ß” con “ss” l’ho fatta separatamente, dato che non si trattava di una sostituzione uno-a-uno.

Come sempre, se sai come migliorare il codice, sono tutto orecchi.

 

Errori nella condivisione dei dati

Quali sono gli errori commessi dagli analisti quando distribuiscono il loro lavoro ai colleghi?

Risponde Ken Gross, Chief Data Scientist presso The Chartis Group:

Tutte le analisi cercano di rispondere a precise domande o gruppi di domande. Nel distribuire i risultati ai colleghi, gli analisti spesso dimenticano di specificare chiaramente quale era la domanda che ha guidato la loro analisi. Gli analisti dovrebbero sempre specificare chiaramente, prima dei risultati, a quali domande si sta cercando di rispondere.

Inoltre, il processo di analisi è spesso iterativo, dove un primo gruppo di domande porta a nuove o più precise domande. Nel presentare i risultati, gli analisti dovrebbero incoraggiare gli interessati a combinarli con le loro conoscenze ed esperienze, per fare in modo che il processo iterativo diventi anche collaborativo

(da distinct values)

Fake News lo dici a tua sorella

Definizione di notizia:

“una informazione che ho bisogno di sapere e che nessuno mi ha ancora detto”

Se questo è il metro, quasi tutto quel che passa per i canali tradizionali è “fake news”. Ma il termine viene usato oggi per enfatizzare il pericolo legato alla proliferazione delle fonti di informazione, dove non esiste più la voce autorevole di riferimento e ogni notizia ha la stessa potenziale visibilità indipendentemente dalla fonte.

Esiste davvero questo pericolo?

Ogni nuova tecnologia comporta dei rischi, e viene adottata dalla società quando i vantaggi superano di gran lunga gli svantaggi. Dal momento in cui viene adottata da tutti al momento in cui la società prende consapevolezza dei rischi e adotta misure per ridurli,  passano  di solito parecchie decine di anni: pensa per esempio all’elettricità e ai salvavita, pensa alle automobili e alle cinture, all’airbag, all’ABS, alla guida autonoma. E puoi già vedere l’avvicinarsi di un futuro in cui non dovrai più insegnare ai tuoi figli, come prima cosa, a non scendere dal marciapiede.

Allo stesso modo il web è stato adottato dalla maggioranza della popolazione mondiale perché offre innumerevoli e irresistibili vantaggi rispetto al passato: primo fra tutti la violenta accelerazione della velocità di diffusione delle informazioni, e la moltiplicazione infinita delle fonti.

Penso che nessuno onestamente possa dire che si stava meglio quando avevamo un solo canale televisivo e un solo telegiornale. Il filtro alla fonte (all’unica fonte) certificava l’attendibilità dell’informazione, senza  nessuna possibilità di controllo o replica da parte dei consumatori. Le false notizie non erano smascherabili, oppure venivano smascherate dopo mesi o anni.

La colpa è del modello economico

Ma specialmente adesso con la crisi dell’editoria, c’è il bisogno urgente di richiamare sempre più lettori (che invece calano inesorabilmente) per venderli alla pubblicità; e le notizie gonfiate, distorte o inventate di sana pianta, il solleticamento degli istinti più bassi, non sono più una eccezione alla regola ma sono una necessità di sopravvivenza.

Io ti propongo che le fake news sono sempre esistite e che oggi sono in sensibile aumento perché sono premiate dal modello economico informazione in cambio di pubblicità; ed è vero che oggi a causa di internet si diffondono molto più velocemente di prima, ma è anche vero che grazie a internet è molto più facile e più veloce scoprirle, a volte nel giro di pochi minuti.

Che fare?

Se su internet  non esiste più il filtro alla fonte, e se non vuoi rimanere in balia dell’algoritmo, devi per forza imparare a usare il filtro a posteriori: devi chiederti sempre davanti a ogni notizia perché mi arriva, da che fonte, con quale scopo. Si tratta di un lavoro necessario ma duro e noioso, e per fortuna si cominciano a sviluppare strumenti che lo rendono automatico e che possono concorrere, se adottati su larga scala, a mitigare il problema.

E poi ovviamente l’educazione. Conosco una signora che da sempre ripete al figlio (ormai cinquantenne) “non andare nei pericoli”. Ecco, bisogna insegnare ai nostri figli ad attraversare questa nuova strada.